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pubblicato il 05/nov/2013 15:04

Crisi: Unioncamere, le donne rispondono con l'impresa, +4mila in 12 mesi

(ASCA) - Roma, 5 nov - Donne protagoniste nel rispondere alla crisi con le armi del business. E' quanto emerge dall'Osservatorio dell'Imprenditoria femminile di Unioncamere-InfoCamere, dove si legge che delle 6.140 imprese in piu' che, tra settembre del 2012 e settembre di quest'anno, si sono aggiunte alla base imprenditoriale del paese, ben 3.893 (il 63%) hanno infatti a capo una o piu' donne, spesso scese in campo per darsi da sole quel lavoro che non trovano. E lo hanno fatto scegliendo in modo massiccio una forma giuridica 'matura' come la societa' di capitale (+9.789 unita' nei dodici mesi, con un ritmo di crescita pari al 4,5%) a scapito della piu' semplice, ma piu' fragile, impresa individuale (-6.627 unita'). Nel dettaglio, i settori in cui le imprenditrici 'rosa' hanno cercato preferibilmente spazio sono stati quelli del turismo (cresciuto di 4.850 attivita', ben oltre l'intero saldo del periodo) e dei servizi finanziari (+1.393 attivita', pari ad una crescita-record del 5,3%). Oltre la meta' della crescita delle imprese femminili si concentra nelle regioni del Centro-Italia (+2.380 unita', il 63% del saldo totale), mentre il Nord-Est e' l'unica area a veder diminuire il numero di imprese guidate da donne (-291).

Alla fine di settembre di quest'anno, le imprese femminili registrate presso le Camere di commercio erano 1.431.167, il 23,6% sul totale. In termini relativi, l'incremento rilevato nei dodici mesi presi in esame corrisponde a un tasso di crescita dello 0,27%, quasi triplo rispetto alla crescita media del totale delle imprese italiane nel periodo (0,10%).

''Il Paese, in questo momento, ha un estremo bisogno di tutte le sue migliori energie - commenta il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - e la risposta che le donne stanno dando alla crisi con il loro impegno nel fare impresa e' un fatto che ci rassicura sul futuro dell'Italia.

I dati ci dicono che le donne, probabilmente, lo hanno capito e si stanno dando da fare. E' nostro dovere creare le condizioni per sostenerle, in particolare con politiche del credito attente alle loro esigenze''.

com-drc/cam

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