lunedì 27 febbraio | 17:41
pubblicato il 10/ago/2012 11:10

Crisi/ Unioncamere: Estate torrida per imprese, cala fatturato

Dardanello: non è momento delle parole ma dei fatti

Crisi/ Unioncamere: Estate torrida per imprese, cala fatturato

Roma, 10 ago. (askanews) - Il clima torrido di questa estate eccezionale si riflette sui conti delle imprese italiane e sulle loro aspettative. Dall'industria, al commercio, ai servizi è un coro quasi unanime quello che riflette l'indagine del Centro Studi di Unioncamere sulle previsioni delle imprese riguardo l'evoluzione dei principali indicatori per il trimestre estivo del 2012. Tra gli imprenditori, si legge in una nota, prevale la sensazione che resti lontano il punto di svolta di questa crisi e il fatto che anche gli ordinativi esteri, che finora si erano dimostrati l'unico stimolo concreto per il nostro sistema produttivo, siano entrati in territorio negativo (-3,9 punti il saldo complessivo, con punte di -16 per la filiera dell'abbigliamento-moda), indica che anche la parte più virtuosa del sistema produttivo italiano, l'export, non riesce a traguardare un credibile obiettivo di crescita nel breve-medio periodo. Queste attese si innestano, peraltro, su risultati già particolarmente negativi registrati dalle imprese a consuntivo del trimestre aprile-giugno, durante il quale si sono registrati cali di produzione, fatturato e ordinativi dell'industria nella misura media del 6% rispetto al trimestre precedente, come anche una contrazione apprezzabile delle vendite del commercio (-7,5%) e degli altri servizi (-4,8%). "Questo non è il momento delle parole, ma dei fatti. E' difficile aggiungere qualcosa a quello che questi dati ci dicono" ha commentato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. "Le imprese continuano a pagare un prezzo altissimo alla follia di una finanza autoreferenziale, sganciata dai fondamentali dell'economia reale; a un'Europa che sembra sopraffatta dalla sindrome di Peter Pan e non vuole diventare adulta; ma anche, va detto, al ritardo con cui nel nostro Paese si è messo mano alle riforme. Il Governo ha imboccato un sentiero stretto e ripido - che è anche l'unico - per portarci fuori dalla crisi, ma il senso di questi dati è chiaro: per ridare fiducia ai mercati serve ridare innanzitutto fiducia alle imprese. Garantendo loro il credito, sburocratizzando l'economia, realizzando le infrastrutture di cui hanno bisogno. Solo sostenendo l'impresa si può ricominciare a creare occupazione e tornare a crescere". (Segue)

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Alitalia
Alitalia: liquidità al limite, tagli potrebbero salire a 400 mln
Generali
Intesa SanPaolo vola in borsa dopo no a Generali: mercato approva
Borsa
In bilico fusione Lse-Deutsche Borse, nodo mercato titoli Stato
Ue
Regioni: Lombardia la più competitiva in Italia, 143esima in Ue
Altre sezioni
Salute e Benessere
Malattie rare, Scaccabarozzi: 560 farmaci in sviluppo nel mondo
Motori
L'agricoltura del futuro: Case IH presenta il trattore autonomo
Enogastronomia
Premio Ercole Olivario, in gara 174 etichette da 17 Regioni
Turismo
Boom degli affitti brevi in ambito turistico e non solo (+30%)
Energia e Ambiente
E.ON:Per 6 italiani su 10 ideale per la casa è l'energia solare
Moda
Nuova linea ready-to-wear de La Perla: sensuali giacche corsetto
Scienza e Innovazione
Fisica, Masterclass: 3000 studenti alla scoperta delle particelle
TechnoFun
Google crea strumento intelligenza artificiale anti-trolls
Sistema Trasporti
Da UNRAE protocollo costruttori-scuole per formare autisti hi-tech