martedì 28 febbraio | 07:38
pubblicato il 24/ott/2013 15:42

Crisi: Unicredit-Pioneer, nel 2013 prevista ripresa risparmio famiglie

(ASCA) - Milano, 24 ott - Il 2013 potrebbe essere l'anno della svolta per i rispamiatori italiani. Quello in cui, per la prima volta dalla fase pre-crisi, la quota di risorse risparmiate dalle famiglie italiane sul totale delle entrate potrebbe risultare superiore rispetto all'anno precedente.

Secondo i risultati che emergono dal secondo Rapporto dell'Osservatorio del Risparmio elaborato da UniCredit e Pioneer Investments, dopo un crollo registrato lungo tutto il quinquennio 2007-2012, per fine anno e' attesa una ripresa del risparmio delle famiglie italiane: nel 2012 ogni famiglia italiana e' riuscita in media a rispamiare 3.400 euro, valore che corrisponde all'8,4% del reddito complessivamente disponibile. Nel 2013 questa percentuale pare destinata a salire fino all'8,9%. Previsto anche un rilancio degli investimenti, soprattutto nella loro componente finanziaria.

Gia' nel 2012 le famiglie hanno investito 16 miliardi di euro in attivita' finanziarie, un dato positivo anche se lontano dai livelli pre-crisi. Ma per il 2013 si attendono nuovi investimenti.

Sono questi i primi, timidi segnali di ripresa che dovrebbe poi consolidarsi nel 2014. E' comunque una boccata d'ossigeno per i risparmiatori italiani che, dopo aver visto i propri redditi reali crollare del 16% in 5 anni, hanno reagito comprimendo i consumi (-12%) e riducendo la quota di risorse accantonate per il futuro. Cosi' dai 6 mila euro di risparmio per famiglia del 2007, pari al 12,6% del reddito lordo disponibile, si e' scesi ai 3.400 euro del 2012, corrispondenti all'8,4% del reddito lordo disponibile.

Il Rapporto Unicredit Pioneer traccia anche un analisi sullo 'stato di salute' del risparmio a livello europeo e mondiale. Non solo in Italia, ma anche in Austria, Spagna e Grecia, tra il 2007 e il 2012 si e' assistito a un calo della propensione al risparmio. In Grecia, in particolare, il tasso di risparmio e' risultato negativo (-6.2%), indice di una situazione interna di elevato disagio, mentre nel resto dei Paesi, i tassi, seppur scesi, anche nel 2012 si sono mantenuti al di sopra della soglia dell'8%. In Germania e Francia, al contrario, il risparmio non ha subito oscillazioni rilevanti ed e' rimasto stabilmente sopra il 15%. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito la propensione al risparmio e' persino aumentata passando da un dato 2007 inferiore al 5% a valori anche oltre il 7%.

fcz/sam/alf

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