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pubblicato il 17/feb/2012 17:20

Crisi/ Uil: Nel 2012 con Pil in calo spesa per Cig a oltre 5 mld

Per la cassa in deroga si prevede una spesa di 1,2 miliardi

Crisi/ Uil: Nel 2012 con Pil in calo spesa per Cig a oltre 5 mld

Roma, 17 feb. (askanews) - Con il Pil in calo per il 2012 si prevede una spesa per la cassa integrazione di oltre 5 miliardi di euro, di cui 1,3 mld per la cassa in deroga. E' quanto riferisce un rapporto sulla cassa integrazione realizzato dal servizio politiche territoriali della Uil. Tenendo in considerazione il dato delle ore di cassa integrazione dal 2008 al 2011, l'andamento del Pil e della produzione industriale negli anni 2008-2011 e la previsione tendenziale per il 2012, la Uil ha stimato una spesa nel 2012 per gli ammortizzatori sociali di 5,2 miliardi di euro. "E' da precisare che questa cifra - ha sottolineato Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil - non è tutta a carico dello Stato poiché i contributi di imprese e lavoratori coprono il 76% della spesa (3,9 miliardi di euro). Ad assorbire la quasi totalità del contributo statale, per circa 1,3 miliardi di euro, è la cassa in deroga". Gennaio è uno dei mesi con il minor numero di ore autorizzate dall'inizio della crisi. "Nonostante ciò - afferma Loy - ci troviamo ancora in presenza di una troppo vasta platea di unità di lavoro potenzialmente coinvolte e a rischio (323mila)". La forte riduzione delle richieste di cassa straordinaria (-34,7%) e in deroga (-33%), nel mese di gennaio rispetto a dicembre dello scorso anno ha segnalato rispettivamente, da una parte, la riduzione del numero di aziende che rischiano di entrare in una fase di crisi più strutturale e, dall'altra, una riduzione del bacino di piccole imprese in difficoltà. "Prima di considerare questo un positivo elemento strutturale - conclude il sindacalista della Uil - si dovrà verificare se una parte dei lavoratori coinvolti stia scivolando verso la disoccupazione. La possibile decrescita del Pil potrebbe far risalire di nuovo le richieste di cassa integrazione e le risposte non potranno che, ancor di più, partire dal tema della crescita e del sostegno all'economia reale.

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