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pubblicato il 14/nov/2011 13:36

Crisi/ Tornano tensioni su Btp,rendimenti oltre 6,6% sale spread

Virate in negativo Borse europee, a Milano -1,43%

Crisi/ Tornano tensioni su Btp,rendimenti oltre 6,6% sale spread

Roma, 14 nov. (askanews) - Si ricreano parte delle tensioni che stamattina si erano invece attenuate sui titoli di stato dell'Italia, con i rendimenti dei Btp nella scadenza decennale che risalgono al di sopra della soglia critica dei 6,5 punti percentuali. Stamattina ai primi scambi avevano mostrato una attenuazione, forse con una prima reazione al conferimento a Mario Monti dell'incarico di formare un nuovo governo, i rendimenti erano scesi attorno al 6,33 per cento. Ma nel primo pomeriggio questi tassi retributivi risalgono al 6,61 per cento, secondo Bloomberg, mentre il differenziale (spread) di rendimento tra Btp e Bund della Germania torna a 484 punti base, o 4,84 punti percentuali, da un minimo di 446 punti base registrato stamattina. Il tutto dopo che l'Italia ha effettuato un'asta di titoli a cinque anni con risultati a luci e ombre: la penisola è riuscita a collocare un ammontare di Btp che si è collocato al limite più alto della forchetta prevista, 3 miliardi di euro, ma ha dovuto pagare tassi di interesse sempre molto elevati, in media al 6,29 per cento. E la domanda, pur oltrepassando l'ammontare messo all'asta, non è stata entusiasmante, totalizzando 4,4 miliardi di euro non ha raggiunto 1,5 volte l'ammontare offerto. Nel primo pomeriggio a Milano il Ftse-Mib segna un meno 1,43 per cento, Londra si attesa al meno 0,86 per cento, Parigi al meno 1,58 per cento, Francoforte al meno 1,17 per cento. L'euro calato nuovamente sotto quota 1,37 dollari si attesta in ribasso a 1,3655. A deprimere ulteriormente il clima dei mercati potrebbero aver contribuito anche indicazioni sconfortanti giunte da altri versanti. Eurostat ha riferito di un netto calo sulla produzione industriale dell'area euro a settembre, un meno 2 per cento, mentre l'Ocse ha rilevato un rafforzamento dei segnali di rallentamento della ripresa economica in base al suo superindice previsionale sull'economia (Cli). Intanto più nello specifico sui Btp italiani potrebbero aver pesato anche le dichiarazioni del capo della Bundesbank, Jens Weidmann, che in una intervista al Financial Times ha a sua volta respinto le pressioni affinché la Bce aumenti i suoi acquisti di titoli di Stato di paesi dell'area euro sotto stress, come avevano fatto durante il fine settimana anche alcuni altri esponenti del direttorio dell'istituzione.

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