sabato 03 dicembre | 19:01
pubblicato il 25/set/2012 13:59

Crisi/ Sud, per il 59% imprenditori il peggio deve ancora venire

Presentata a Palermo ricerca su impresa nel Mezzogiorno

Crisi/ Sud, per il 59% imprenditori il peggio deve ancora venire

Palermo, 25 set. (askanews) - La crisi non è superata e il peggio deve ancora arrivare. Lo pensa il 59% degli imprenditori del Sud. il dato che emerge dalla ricerca "Mezzogiorno, Imprese e Sviluppo: la crisi come occasione di cambiamento" realizzata da Ipsos e presentata a Palermo. Sergio Silvestrini - Segretario generale del CNA guarda al futuro: "Occorrono scelte radicali, strutturali, occorre l'inversione di un ciclo che non è solo congiuturale ma strutturale - dice - Significa una sfida importante per le classi dirigenti, per la società civile e per gli imprenditori".Gli imprenditori devono fronteggiare da una parte problemi cronici e strutturali: come l'eccessivo carico fiscale e la lentezza della pubblica amministrazione, ma anche i problemi contingenti legati alla crisi economica. La criminalità poi resta un problema. Dai dati raccolti però "emerge unatteggiamento di riscatto come spiega Nando Pagnoncelli,presidente dell'istituto di ricerca Ipsos. "Si esce da questa situazione -dice- con una maggiore capacità di fare rete, di collegarsi alle altre imprese, alle istituzioni, e alle associazioni di categoria".

Gli articoli più letti
Mps
Mps, adesioni a conversione bond superano 1 miliardo
Altre sezioni
Salute e Benessere
Disturbi del sonno? 10 regole ambientali per dormire meglio
Enogastronomia
Nasce il Movimento Turismo dell'Olio
Turismo
Turismo, Franceschini: il 2017 sarà l'Anno dei Borghi
Lifestyle
Yocci, il Re della Torta di Carote e... il modo di essere
Moda
Gli angeli sexy di Victoria's Secret sfilano a Parigi
Sostenibilità
Smart City, modello Milano grazie a ruolo utilities
Efficienza energetica
Pesticidi: una minaccia per le api, colpito anche l'olfatto
Scienza e Innovazione
Ministeriale Esa, Battiston (Asi): l'Italia è molto soddisfatta
Motori
Audi A3 compie 20 anni, 3 generazioni e 4 milioni di esemplari