martedì 24 gennaio | 16:39
pubblicato il 08/set/2014 13:36

Crisi: Squinzi, situazione drammatica e pressione fiscale inaccettabile

(ASCA) - Bologna, 8 set 2014 - La situazione e' ''drammatica'' e il paese ''e' sfiduciato e distratto'', ma da parte degli imprenditori non c'e' rassegnazione. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, dall'assemblea di Unindustria Bologna. ''Ho piu' volte parlato di situazione drammatica, di un paese sfiduciato e distratto o, peggio, quasi disinteressato al destino delle sue imprese - ha spiegato Squinzi -. Ma non ho mai parlato di rassegnazione da parte nostra''. L'Italia ha potenzialita' produttive molto significative nonostante la crisi economica abbia messo in sofferenza le imprese, come ha ricordato il leader degli industriali. ''La domanda vera, quasi esiziale - ha proseguito - non e' l'analisi della situazione ma come facciamo a moltiplicarle, come facciamo a farle crescere e come facciamo a renderle finanziariamente piu' solide''. ''Una parte sostanziale della nostra crisi - secondo il presidente di Confindustria - sta nelle domande sbagliate che ci facciamo, che preludono a risposte che ci conducono fuori strada. Ci interroghiamo continuamente sugli errori commessi in passato e mentre viaggiamo rivolti al passato rischiamo di non vedere le opportunita' davanti a noi e gli ostacoli che si frappongono tra noi e la crescita''. Sulle imprese, poi, c'e' una ''pressione fiscale inaccettabile''. Confindustria ''e' in attesa della definizione della delega'' che verra' discussa in Parlamento, che secondo Squinzi dovrebbe ''aprire una nuova stagione nel rapporto con il contribuente''. ''Il nostro slancio - ha detto - e' frenato da molte concause, tra cui un enorme debito pubblico che va ridotto con decisione, una burocrazia soffocante, una pressione fiscale inaccettabile''. Sul tema, il presidente degli industriali, ha aggiunto: ''Siamo in attesa della definizione della delega che dovrebbe aprire una nuova stagione nel rapporto con il contribuente. Seguiremo con particolare attenzione i lavori del Parlamento per far si' che quella che e' una necessita' per noi si realizzi in concreto''. ''Non c'e' piu' tempo - ha sottolineato - per gli indugi e le frammentazioni'' perche' in Italia abbiamo gia' ''perso opportunita' e occasioni storiche''. Lo ''sviluppo futuro'' secondo Squinzi ''si raggiungera' solo puntando sul cambiamento del Paese anche di noi imprenditori''. ''Non c'e' piu' tempo per gli indugi e le frammentazioni - ha spiegato -. Settore pubblico e settore privato devono collaborare, a partire dal superamento di quegli ostacoli che impediscono alle idee di arrivare sul mercato e trasformarsi in posti di lavoro: difficolta' nel credito per l'innovazione, uso insufficiente della domanda pubblica per promuovere l'innovazione e ritardo nella definizione di standard comuni''. ''Negli ultimi vent'anni - ha proseguito il presidente di Confindustria - con il consenso di tutti, anche dei guru della finanza creativa e dalla fine dell'economia reale, abbiamo investito scientificamente per mortificare il mercato''. Ma soprattutto ''abbiamo perso opportunita' e occasioni storiche'' anche se ''ne abbiamo davanti altre di equivalente portata''. Per sbloccare il Paese e rilanciare l'economia italiana non basta un ''provvedimento'' o ''misure una tantum''. Occorre, secondo il presidente di Confindustria, un ''progetto di medio-lungo periodo''. ''Sbloccare l'Italia - ha spiegato ancora - significa avere un progetto di medio-lungo periodo per il Paese, adottare una serie di misure coerenti e fare in modo che queste si traducano in comportamenti''. Infatti ''non si puo' pensare che questo obiettivo si possa raggiungere con un solo provvedimento o operando su un solo tema''. ''Il tema delle risorse per rimettere in moto la crescita - per il presidente di Confindustria - rimane uno dei nodi fondamentali''. In ogni caso ''noi non abbiamo bisogno di misure una tantum'', ma ''abbiamo bisogno di una linea che sforni a getto continuo innovazione pubblica e privata''. ''Un po' piu' di flessibilita' (da parte dell'Unione Europea, ndr) non farebbe male'', ha poi voluto suggerire Squinzi a margine dell'assemblea. ''Ho piu' volte espresso il mio pensiero da europeista convinto quale sono - ha detto - della necessita' di avere un rigore intelligente''. eco/tmn/dsk

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