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pubblicato il 13/feb/2014 13:47

Crisi: Squinzi rilancia manifesto per imprese, manifatturiero e' motore

Crisi: Squinzi rilancia manifesto per imprese, manifatturiero e' motore

(ASCA) - Torino, 13 feb 2014 - ''Abbiamo un mantra: il settore manifatturiero e' il vero motore del sistema produttivo del nostro paese, che si sintetizza anche con l'iniziativa di oggi: non c'e' ripresa senza impresa''. Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi torna, in occasione della manifestazione promossa da Confindustria Piemonte e da quelle territoriali della regione, sulle proposte annunciate a inizio anno per far ripartire il paese ma che non hanno ancora trovato ascolto.

''Il Manifesto di questa mattina - dice - riprendendone con forza la proposte, ancora assolutamente attuali, ne valorizza la portata all'insegna del lavoro di tutti noi, fortemente convinti che l'unione fa la forza''. ''La nostra ricetta e' nota'', sottolinea Squinzi ricordano il taglio drastico dei costi delle imprese a partire dalla riduzione del cuneo fiscale (nel 2012, 52,9% del costo del lavoro), eliminando il costo del lavoro dalla base imponibile Irap e tagliando di almeno 10/11 punti degli oneri sociali che gravano sulle imprese. Un intervento quest'ultimo che, da solo, farebbe scendere il costo del lavoro dell'8%. Per il presidente di Confindustria occorre poi sostenere l'aumento della produttivita' stabilizzando le risorse destinate alla detassazione del salario di produttivita'. Sull'energia, che costa in Italia il 30% in piu' rispetto al prezzo medio europeo, Squinzi ha sottolineato che ''riducendo almeno del 30% le componenti parafiscali della bolletta energetica noi sappiamo che le imprese manifatturiere potrebbero essere competitive rispetto a quelle dei principali paesi europei''.

Poi l'immissione di liquidita' nel sistema con il pagamento immediato alle imprese di almeno i due terzi dei debiti della PA (48 miliardi ). Un aspetto, ha sottolineato ancora Squinzi, ''fondamentale per la ripartenza del paese''.

''Stiamo finalmente raccogliendo i frutti - ha osservato -.

Il Mef ha messo a disposizione delle imprese i 48 miliardi che avevamo richiesto, di cui oltre 27 miliardi gia' nel 2013 (di cui ne sono stati erogati circa 22). Va ora completato il processo di saldo del debito e scongiurato il rischio che nuovi ritardi della PA determino un nuovo stock di debiti scaduti''. Occorre poi favorire gli investimenti privati in ricerca e innovazione dice Squinzi ''con misure semplici da gestire, come il credito d'imposta, e agevolare il rinnovamento tecnologico riducendo i tempi di ammortamento''.

Vanno rilanciati gli investimenti in beni strumentali utilizzando l'incentivo sul modello della vecchia legge Sabatini e sostenuto il settore delle costruzioni che in questi anni ha pagato il prezzo della crisi piu' di altri.

''Allo stesso modo l'Italia - ha aggiunto in riferimento alle recenti alluvioni che hanno colpito l'Italia - non puo' rinviare l'attuazione del Piano per il dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza sismica, visto che dagli anni 80 i danni da simili eventi sono quantificabili in 3,5 miliardi l'anno.

''Per mantenere la coesione sociale - ha poi detto Squinzi - e' necessario ridurre l'Irpef che grava sui redditi piu' bassi da lavoro dipendente rimodulando aliquote e detrazioni e aumentando i trasferimenti agli incapienti''. Poi le riforme, con il superamento del bicameralismo perfetto, la riforma del Titolo V della Costituzione, ''in modo da riportare al centro le competenze su materie di interesse nazionale''; la riduzione del perimetro pubblico e la prosecuzione del processo di liberalizzazione. ''Infine - ha concluso - occorre riorganizzare la Pubblica amministrazione liberando il Paese dalla burocrazia e da regole opprimenti che sono il terreno su cui proliferano corruzione e malgoverno, riprogettando i procedimenti amministrativi, individuando meccanismi di premi e sanzioni per il personale pubblico''.

eg/sam/

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