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pubblicato il 11/lug/2013 12:40

Crisi: Squinzi, fine tunnel lontana. Governo vada avanti con coraggio

Crisi: Squinzi, fine tunnel lontana. Governo vada avanti con coraggio

(ASCA) - Roma, 11 lug - Ci sono dei segnali, ma la chiusura della ''stagione nera'' dell'economia e' ancora lontana. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenendo all'assemblea annuale dell'Ance.

''Qualcosa si muove - ha detto Squinzi - ma siamo lontani dal considerare chiusa la stagione nera dell'economia''.

In particolare, dice Squinzi, il 2014 dovrebbe far registrare un Pil con un modesto segno positivo: ''A fine anno la caduta dovrebbe rallentare tanto che nel 2014 dovremmo vedere un segno positivo, un segno modesto, segno modesto soprattutto se non faremo gli interventi necessari''.

''Questo e' un obiettivo - ha pero' aggiunto - che non ci vede soddisfatti. Il nostro obiettivo e' una crescita stabile del 2%. Obiettivo ambizioso, ma necessario per una ripresa''.

In Italia, ha affermato quindi Squinzi, la situazione politica ''preoccupa certamente'' ma ''questo e' l'unico governo che abbiamo, non ci sono alternative e dobbiamo difenderlo fino in fondo''. ''Mi aspetto - ha aggiunto - che ci sia una grande prova di responsabilita' da parte di tutti per assicurare continuita' all'azione di questo governo''.

E le imprese si attendono dal Governo coraggio e determinazione su quanto e' necessario per far uscire l'Italia dalla crisi. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che oggi e' intervenuto all'assemblea annuale dell'Ance.

Squinzi chiede in particolare al Governo, sul fronte del taglio della spesa pubblica che ''agisca con maggiore razionalita' e pragmatismo rispetto al passato''. In particolare, il presidente di Confindustria lamenta che ''poco o nulla si e' fatto per ridurre la spesa corrente, quella improduttiva e foriera di sprechi, che anzi e' ancora cresciuta''.

''La domanda pubblica puo' agire come grande stimolo alla crescita - spiega Squinzi -, ma bisogna riorganizzare la spesa pubblica. I margini sono pochi, al netto della spesa per interessi e il rimborso del debito: per questo e' fondamentale ridurre sprechi e inefficienze e dirottare risorse su investimenti e consumi''.

''E' un programma ampio e complesso quello che serve per tirare fuori il paese definitivamente dalla crisi - conclude Squinzi - e ci aspettiamo dal Governo coraggio e determinazione. Le imprese sono da anni ormai in prima linea e ancora oggi sono pronte afare la loro parte per il bene del paese''. Paese che ha bisogno di una sorta di ''new deal'' come quello che permise agli Usa di uscire dalla grande crisi del 1929: occorre puntare sulle infrastrutture come volano per la ripresa.

''Per l'Italia - ha detto Squinzi - e' fondamentale lanciare un 'new deal' che, attraverso gli investimenti in infrastrutture in opere pubbliche, attraverso la riqualificazione delpatrimonio abitativo esistente, con attenzione all'efficienza energetica e con un occhio al dissesto idrogeologico, noi abbiamo davanti un campo infinito di possibilita' per far ripartire l'economia nel nostro paese''.

''Dalla grande crisi che stiamo attraversando - ha aggiunto Squinzi - credo si possa uscire soltanto riprendendo il modello con cui gli Usa uscirono dalla crisi del '29''.

Sen/mau

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