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pubblicato il 18/set/2014 16:04

Crisi: Squinzi, e' pericoloso rassegnarsi. L'Italia ha potenzialita'

(ASCA) - Roma, 18 set 2014 - L'Italia non puo' cedere alla rassegnazione. Sarebbe pericoloso. Anche perche' il Paese ha tutte le condizioni per tornare a crescere. Lo ha sottolineato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, nel corso del suo intervento a un convegno in tema di telecomunicazioni organizzato da Asstel. ''E' pericoloso cedere alla rassegnazione e non giustificato dalla realta'. L'Italia, nonostante tutto, - ha detto Squinzi - ha ancora grandi potenzialita' di rilancio e una realta' imprenditoriale di grande qualita'''. Per Squinzi ''bisogna ritrovare la crescita perche' il Paese non puo' sprofondare nel pessimismo e nella sfiducia che in questo momento stiamo cogliendo da tante parti''. Squinzi ha auspicato poi che il credito di imposta per l'innovazione e la ricerca venga adottato ''senza altri indugi'' perche' costa poco e rende competitive le imprese.    ''In Italia - ha detto Squinzi - va avviata una fase di sostegno reale all'industria con strumenti semplici, rapidi e di immediata attuazione. Il credito d'imposta in innovazione e ricerca costa poco e restituisce competitivita' alle imprese e risorse a lungo termine allo Stato''. ''C'e' in tutta Europa - ha incalzato Squinzi - e funziona. Adottiamolo senza altri indugi''.  Per il presidente di Confindustria ''l'obiettivo della crescita e dell'occupazione deve orientare tutte le nostre azioni, scelte e decisioni a livello di imprese, Confindustria, governo e istituzioni europee se vogliamo rispondere ad una situazione estremamente seria''. L'Italia, ha infine denunciato, ''non e' un ecosistema favorevole alle imprese, ne abbiamo controprove quotidiane''. Per Squinzi ''questa precondizione fondamentale la dobbiamo cambiare'', percio', secondo il presidente di Confindustria, va favorito il ''rischio privato'' perche' cosi' ''rimetteremo le imprese e l'economia nazionale su un sentiero di crescita''. int

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