venerdì 09 dicembre | 21:01
pubblicato il 12/set/2014 13:01

Crisi, sindacati a Renzi: "Serve lavoro, no assistenza"

Lettera Cgil, Cisl e Uil Puglia al premier che domani sara' a Bari (ASCA) - Bari, 12 set 2014 - "Serve il lavoro Presidente, non assistenza ma lavoro. E servono gli investimenti a cui il Governo nazionale non puo' sottrarsi. Perche' sarebbe insensato pensare che il Paese possa perseguire traguardi di crescita a discapito e senza partire dal Sud". E' questo uno dei passaggi piu' ipsignificativi della lunga lettera che i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil della Puglia hanno indirizzato al premier Matteo Renzi che domani, sara' a Bari per la tradizionale cerimonia inaugurale della Fiera del levante. I tre sindacalisti, che si dicono lusingati per l'ennesima visita del Presidente del Consiglio in Puglia, non fanno pero' sconti. "La Puglia che Lei trova in occasione del suo viaggio non e' solo quella delle eccellenze, e' anche quella delle tante difficolta' aziendali e dei sistemi produttivi territoriali che sono crollati sotto i colpi della crisi e degli effetti della globalizzazione", mettono nero su bianco per poi elencare le emergenze che caratterizzano la regione. "Noi non ci rassegniamo all'idea che i lavoratori del calzaturiero del Salento o del mobile imbottito della Murgia debbano continuare a subire l'incertezza non solo del posto di lavoro, ma di non poter vivere da protagonisti e con dignita' in un contesto sociale gia' indebolito - evidenziano i sindacalisti - i lavoratori pugliesi continuano a rivelarsi capaci di guardare al loro futuro senza demordere. A partire da Taranto, dove i lavoratori pagano un tributo non solo in termini di rischio occupazionale - senza trascurare che almeno cinquemila lavoratori dell'indotto e degli appalti il lavoro lo hanno gia' perso - ma anche di minaccia per la salute, se in quello stabilimento non si realizzano gli investimenti per ambientalizzarlo". Cgil, Cisl e Uil chiedono non solo di abbattere la precarieta' ma vogliono anche che a Renzi "non sfuggisse che c'e' gente ormai costretta a lavorare per una sola ora al giorno". Il riferimento e' ai lavoratori del comparto agricolo, edile e dei call center "alle prese col rischio continuo di rimanere coinvolti dalla competizione sfrenata di un mercato senza regole", nonche' ai lavoratori degli appalti pubblici "che a ogni rinnovo vedono assottigliarsi le ore di lavoro". Lavoro quindi ma anche interventi incisivi sulle "opere pubbliche a sostegno del suo sistema produttivo e di completare quelle gia' previste. La Puglia ha bisogno di investimenti per difendere il suo territorio che gli eventi climatici degli ultimi mesi, per ultima la tragedia che ha investito il Gargano, stanno compromettendo". "Vorremmo che si rendesse inoltre conto che se dovesse andare in porto il proposito di ridurre di 10 miliardi il cofinanziamento nazionale dei fondi della nuova programmazione sara' il Mezzogiorno a pagare un prezzo assolutamente insostenibile", evidenziano i sindacalisti per poi concludere con una precisa richiesta: "Non possiamo sottacere i gravi effetti che mancati controlli e processi industriali non sostenibili hanno avuto sulla salute delle popolazioni: serve ripensare il modello di sviluppo, ma servono anche le bonifiche".

Yba

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