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pubblicato il 12/feb/2014 17:27

Crisi: Sangalli, manifestazione del 18/2 di protesta e di proposta

Crisi: Sangalli, manifestazione del 18/2 di protesta e di proposta

(ASCA) - Roma, 12 feb 2014 - ''La stagione difficilissima, che tutti speravamo si esaurisse nell'anno appena concluso, purtroppo, prosegue e il 2014 sara' dunque, con tutta probabilita', ancora un anno di transizione e non ci sara' una ripartenza tangibile del mercato interno''. Con questa parole il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha iniziato il suo breve intervento nell'ambito della conferenza stampa di presentazione della manifestazione di Rete Imprese Italia del 18 febbraio prossimo.

''I consumi sono fermi, ben lontani dai livelli del 2007; la perdita del potere di acquisto - ha proseguito Sangalli - ha riportato i redditi delle famiglie ai livelli degli anni '80; la pressione fiscale continua a crescere dopo aver raggiunto nel 2013 il 44,3%, un livello record nella storia del nostro Paese, incompatibile con qualsiasi prospettiva di crescita; la disoccupazione aumenta cosi' come l'area di poverta' assoluta che oggi conta quasi 5 milioni di persone.

Uno scenario drammatico perche' famiglie e imprese non possono piu' sopportare di stare ferme un altro anno. Hanno gia' pagato il prezzo piu' salato della piu' grave crisi che il nostro Paese ha visto dal dopoguerra ad oggi. Un vero e proprio bollettino di guerra che lascia ben poco spazio all'ottimismo e alla speranza,e che dovrebbe imporre una reazione forte e immediata da parte del governo e della politica''. Il presidente di Confcommercio ha proseguito sottolineando che ''purtroppo l'economia reale e' ancora in attesa di risposte concrete e immediate. Ed e' su questo terreno che governo e parlamento devono spingere il pedale dell'acceleratore perche' non si possono piu' rinviare o, peggio, derubricare a fatti di ordinaria amministrazione le vere emergenze economiche e sociali del Paese''. E' per questo che ''dopo un anno di richiami al governo Letta, di proteste, di avvertimenti, di denunce sulla politica totalmente inefficace, il prossimo 18 febbraio le imprese del commercio del turismo dei servizi e dei trasporti scenderanno in piazza. E' la prima volta nella storia e c'e' un motivo: la disperazione. Innegabile dunque che sia una manifestazione di protesta, innanzitutto, perche' la disperazione di queste persone e di queste imprese e' forte e diffusa e la loro resistenza si e' ormai quasi esaurita. Ma e' una manifestazione che vuole essere anche di proposta perche' il Paese non puo' piu' permettersi di rinviare quei provvedimenti, quelle riforme, assolutamente indispensabili per tornare a crescere. E per far questo occorre rilanciare le forze produttive vitali, ancora presenti nel nostro Paese che devono essere messe in condizione di lavorare per dare il loro contributo alla ripresa e alla creazione di nuova occupazione. Non a caso, lo slogan che abbiamo scelto per questa iniziativa vuole proprio richiamare l'attenzione sulla necessita' di varare quelle misure a favore dell'economia reale - dalla burocrazia al credito, al mercato del lavoro - che sono un impulso indispensabile alla crescita e allo sviluppo. A cominciare, innanzitutto, da un percorso certo di riduzione delle tasse, senza scassare naturalmente i conti pubblici, ma che parta da subito, certo e graduale.

Alludo naturalmente alla riduzione delle aliquote IRPEF cosi' come previsto dal fondo taglia tasse''. red/rf

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