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pubblicato il 26/gen/2013 13:18

Crisi: Sabatini, sviluppo Mezzogiorno al centro politiche di crescita

Crisi: Sabatini, sviluppo Mezzogiorno al centro politiche di crescita

(ASCA) - Roma, 26 gen - ''Per il futuro assetto politico e istituzionale del Paese il rilancio del Mezzogiorno non dovra' essere l'ennesima occasione perduta. La priorita' politica ed economica e' liberare le energie e le opportunita' del Sud Italia, per renderlo protagonista della fase di crescita che sara' possibile solo proseguendo sul terreno delle riforme. Crescita dimensionale delle imprese, infrastrutture, sicurezza e investimenti mirati sulle risorse specifiche e tradizionali del territorio sono le quattro colonne portanti su cui ricostruire le basi di uno sviluppo troppe volte mancato. Le banche continueranno ad assicurare il necessario sostegno anche in un contesto di perdurante difficolta'''. Lo ha afferma il Direttore Generale dell'Abi, Giovanni Sabatini, oggi alla tavola rotonda 'Le Banche italiane per il Paese', nel corso della sesta tappa a Messina - dopo Cuneo, Vicenza, Ancona, Viterbo e Lecce - del Road Show Italia. L'iniziativa e' stata avviata dall'Abi con l'obiettivo di raggiungere i territori e rendere ancora piu' concreto ed evidente quanto le banche fanno per la comunita', soprattutto nella difficile fase congiunturale che il Paese sta attraversando.

''Ora che i mercati finanziari stanno mostrando segnali di rallentamento delle turbolenze che danneggiano pesantemente economie ad alto debito come la nostra - ha sottolineato Sabatini - occorre mantenere una forte attenzione sui conti pubblici e concentrarsi sulle soluzioni aperte dall'accordo sulla produttivita' per rafforzare il sistema industriale e tutelare l'occupazione. Stabilita' e crescita sono le due variabili della complessa equazione che dobbiamo risolvere per assicurare il futuro del nostro Paese''.

''In Italia - ha ribadito Sabatini - imprese bancarie e altre imprese condividono un destino comune. Tanto piu' nel Mezzogiorno che ha bisogno di recuperare risorse e concrete prospettive su settori peculiari legati al turismo o a tutta la filiera agroalimentare, anche investendo sulla crescita dimensionale delle aziende per soddisfare una qualunque ambizione verso l'export''.

Proprio sulle Pmi, l'Abi valuta con moderato ottimismo il rinvio dell'entrata in vigore di Basilea 3. ''Questo - ha aggiunto Sabatini - dovrebbe permettere alle banche di operare con maggiore fluidita' sul fronte delle erogazioni, perche' le regole originarie della normativa avrebbero potuto determinare, invece, un credit crunch tecnico. E' obiettivo di tutti evitare limitazioni creditizie alle imprese a prescindere dal vero rischio di credito aziendale''.

E' anche vero che per facilitare l'accesso al credito occorre continuare ad allentare le tensioni che aumentano la percezione del rischio paese. Per Sabatini ''cio' significa riportare questo rischio a livelli ragionevoli, precedenti il 2011, per immaginare che costo e quantita' del credito possano migliorare. Il livello attuale dello spread e' certamente un'ottima notizia, ma e' pur sempre il doppio se non il triplo della congiuntura pre-crisi''.

''E' fondamentale - ha proseguito Sabatini - che cresca nel Paese la consapevolezza del ruolo delle banche e del fatto che le difficolta' che oggi si stanno manifestando nell'erogazione creditizia potrebbero accentuarsi se le imprese bancarie fossero sottoposte a ulteriori penalizzazioni, specie sul piano fiscale e regolamentare. In un quadro congiunturale e prospettico che presenta molteplici fattori di compressione della redditivita', le banche dovranno recuperare sia sul fronte dei ricavi sia sul fronte dei costi, sfruttando le nuove tecnologie, aumentando flessibilita' ed efficienza a vantaggio dei clienti''.

Su questo percorso gravano insostenibili aumenti della pressione fiscale: rispetto ai principali competitors europei, nella media degli ultimi 10 anni, si e' registrata una tassazione superiore di 15 punti percentuali. Tale onere comporta un effetto negativo sulla capacita' di autofinanziamento delle banche italiane, che si riflette in una minore capacita' di sostenere l'economia e conseguentemente in una riduzione del gettito complessivo.

com-ceg/rf

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