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pubblicato il 17/set/2013 12:50

Crisi: Rehn, Italia come la Ferrari ma serve revisione. Non perda tempo

Crisi: Rehn, Italia come la Ferrari ma serve revisione. Non perda tempo

(ASCA) - Roma, 17 set - ''L'Italia, come la Ferrari, incarna la tradizione della capacita' tecnica, e' la terza economia per grandezza nell'area euro e il suo motore di cescita non puo' andare a basso regime: e' urgente una revisione, non si puo' perdere tempo al pit stop''. Parla dell'Italia con una metafora automobilistica il commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn, davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. ''Mani salde su volante - ha aggiunto Rehn - la pista sta migliorando, l'area euro e' vicina a un punto di svolta''. Il vice-presidente della Commissione ha poi dichiarato di essere ''fiducioso che il governo italiano e i membri delle commissioni parlamentari hanno consapevolezza delle regole europee''.

L'Italia ''e' come e piu' della Ferrari'' ma l'Europa che ''definisce buona parte delle regole di gara'' deve ''dimostrare di avere a cuore il benessere dei paesi che ne fanno parte'' perche' ''di troppo rigore si muore''. Il presidente del Cavallino Rampante, Luca Cordero di Montezemolo, riprende il paragone fatto dal commissario europeo all'Economia, Olli Rehn, per sottolineare la necessita' di una diversa politica comunitaria. ''L'Italia e' come e piu' della Ferrari: un paese ricco di eccellenze, storia e talenti'' rileva Montezemolo. ''Possono esserci anni buoni e anni meno buoni ma l'importante e' restare nel gruppo di testa e combattere fino alla fine per arrivare primi. Molte imprese italiane lo stanno gia' facendo''. ''Ma per avere successo - prosegue - devono esserci risorse da investire e una squadra che abbia le idee chiare e sia pronta ad impegnarsi. Questo vale per l'Europa, per l'Italia, per la Ferrari e per ogni altra azienda''. Secondo il Presidente della Ferrari, ''il governo, che pilota il Paese, deve mostrare la capacita' di produrre un piano di ampio respiro tutto incentrato sulla competitivita' e i tagli di spesa improduttiva'' mentre l'Europa, ''che oggi definisce buona parte delle regole di gara, deve dimostrare di avere a cuore il benessere dei paesi che ne fanno parte e non coltivare il mito del rigore quando e' fine a se stesso. Perche' di troppo rigore si muore come hanno ben capito tra gli altri Giappone e Stati Uniti''.

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