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pubblicato il 11/apr/2013 08:59

Crisi: Padoan (Ocse), per l'Italia tornera' la crescita. Poi il lavoro

Crisi: Padoan (Ocse), per l'Italia tornera' la crescita. Poi il lavoro

(ASCA) - Roma, 11 apr - ''Stiamo parlando di cose diverse, il superindice Ocse e' di breve termine e anticipa un cambiamento del ciclo: si sta avvicinando il momento in cui la situazione dell'Italia migliorera' e la crescita comincera' a tornare positiva''. Lo ha detto a Prima di tutto, su Rai radio 1, Piercarlo Padoan, capo economista Ocse spiegando l'apparente contrasto tra la svolta positiva per l'Italia rilevata dal superindice Ocse e i rilievi della Commissione europea che mette l'accento sulle debolezze italiane e parla di rischio contagio dell'Italia sul resto dell'Unione. ''Quel che ha detto la Commissione europea - ha spiegato ancora Padoan - e' una cosa che l'Ocse ha detto e dice da tempo: debito, bassa crescita, crescita negativa della produttivita', bassa competitivita' e fragilita' del sistema finanziario sono ancora tutte li'. Quindi bisogna riconciliare una crescita cosi' bassa con la necessita' di affrontare questi nodi strutturali''. Il capo economista dell'Ocse si attende pero' un'inversione di marcia sull'andamento dell'occupazione italiana, anche se non immediatamente perche', dice, ''purtroppo l'occupazione segue l'andamento del pil quindi cosi' come per molto tempo non e' scesa, paradossalmente, a inizio crisi, adesso riprendera', ma con una sorta di ritardo sulla ripresa del pil che sta arrivando secondo noi relativamente presto. Quando arrivera' pero', forse le riforme che sono state fatte permetteranno una migliore performance del mercato del lavoro''.

Quanto al debito pubblico italiano, per Padoan ''si sta stabilizzando, e' alto ma sta per scendere, quindi occorre continuare con il programma a medio termine di aggiustamento fiscale che l'attuale governo ha messo in piedi''. ''Il vero problema - ha aggiunto - e' la bassa crescita italiana, intorno all'1%, che pero' si potrebbe rialzare, anche raddoppiare, con appropriate misure per l'aumento della concorrenza e con l'applicazione delle riforme che gia' ci sono. Non servono nuove leggi ma basterebbe per esempio una p.a. che implementi le riforme piu' rapidamente e in modo piu' trasparente e una efficace lotta alla corruzione indispensabile per far avere piu' concorrenza e piu' investimenti. Queste cose porterebbero a una maggiore competitivita' e quindi al rilancio della crescita''. Positivo, per Padoan, lo sblocco dei pagamenti dei debiti della P.A. alle imprese: ''Ben vengano questi provvedimenti, era tempo di farlo perche' c'e' una grossa fetta del sistema produttivo che preesiste alla crisi e va avanti nei mercati globali, che secondo noi riprenderanno la crescita nei prossimi mesi anche in modo vigoroso. Quindi bisogna evitare che imprese sane, per ragioni di liquidita' siano cacciate sott'acqua''. red/glr

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