venerdì 20 gennaio | 04:51
pubblicato il 20/giu/2013 17:52

Crisi: Landini, previdenza integrativa per favorire subito investimenti

(ASCA) - Torino, 20 giu - I fondi della previdenza integrativa dei lavoratori per favorire politiche industriali e di investimento che creino occupazione. Maurizio Landini segretario generale Fiom rilancia in occasione dell'attivo Fiom di Torino l'idea che questi strumenti di welfare complementare possano offrire una sponda al rilancio del paese. ''Se mettiamo insieme i contributi che versano i lavoratori e quelli delle imprese - ha sottolineato Landini - in Italia ci sono oggi 100 miliardi investiti per la previdenza integrativa, di questi il 70% viene investito in titoli di stato esteri e in fondi azionari esteri.

Sono soldi dei lavoratori italiani - ha aggiunto Landini - anche quelli delle imprese, che senza i lavoratori non avrebbero un euro''. Secondo Landini ottenute le opportune garanzie dallo Stato sul rendimento per la pensione, ''visto che ci chiedono dove sono i soldi - ha osservato - non e' una follia aprire una discussione perche' una parte di questi fondi possano favorire politiche industriali e di investimento per creare occasioni di lavoro'' L'impegno da prendere ''e' adesso'' ha sottolineato Landini che a questo proposito ha anche criticato duramente la Fiat che ha promesso il rientro dei suoi lavoratori tra tre o quattro anni: ''O pensano, scusate la franchezza, che siamo tutti i coglioni - ha detto Landini - oppure se guardiamo i dati entro tre quattro anni in molti stabilimenti occorrerra' chiedere nuove deroghe per gli ammotizzatori sociali se non si vuole arrivare al licenziamento. E nel frattempo non si fanno gli investimenti che si fanno da altre parti mentre i dati evidenziano una progressiva perdita di quote di mercato in Europa e in Italia. Non siamo di fronte al fatto che Termini imerese chiude, che chiude Irisbus, ma al rischio molto concreto che anche altri stabilimenti non funzionino''.

Piu' in generale nel Paese secondo Landini ''in autunno c'e' il rischio concreto di licenziamenti di massa, non solo nelle grandi industrie, ma anche nelle piccole aziende''. Secondo il leader Fiom si corre il pericolo, ha aggiunto, che l'Italia diventi qualcosa di diverso da cio' che e' adesso, uno dei paesi maggiormente industrializzati, vale a dire ''una succursale di altri paesi con un peggioramento delle condizioni di lavoro''. ''E' il momento delle scelte - conclude Landini - altrimenti raccoglieremo le macerie''.

eg/uda/bra

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