martedì 17 gennaio | 14:16
pubblicato il 01/mar/2013 12:14

Crisi: Istat, nel 2012 Pil giu' del 2,4% e pressione fiscale salita al 44%

Crisi: Istat, nel 2012 Pil giu' del 2,4% e pressione fiscale salita al 44%

(ASCA) - Roma, 1 mar - Nel 2012 il Pil ai prezzi di mercato e' stato pari a 1.565.916 milioni di euro correnti, con una riduzione dello 0,8% rispetto all'anno precedente. In volume il Pil e' diminuito del 2,4%. Lo rende noto l'Istat. Dal lato della domanda nel 2012 si registra una caduta in volume del 3,9% dei consumi finali nazionali e dell'8,0% degli investimenti fissi lordi, mentre le esportazioni di beni e servizi hanno segnato un aumento del 2,3%. Le importazioni sono diminuite del 7,7%. A livello settoriale, il valore aggiunto ha registrato un calo in volume in tutti i principali comparti, con diminuzioni del 4,4% nell'agricoltura, silvicoltura e pesca, del 3,5% nell'industria in senso stretto, del 6,3% nelle costruzioni e dell'1,2% nei servizi. A fronte del forte calo del Pil, una pressione fiscale in continua crescita: nel 2012, calcola sempre l'Istat, e' salita di 1,4 punti percentuali rispetto all'anno precedente, al 44%. In particolare, Le entrate totali delle amministrazioni pubbliche, pari al 48,1% del Pil, sono aumentate del 2,4% rispetto all'anno precedente. Le entrate correnti hanno registrato un incremento del 3,1%, attestandosi al 47,7% del Pil. Nello specifico, le imposte indirette sono cresciute del 5,2%, trainate prevalentemente dal gettito dell'Imposta Municipale Unica (IMU) e dall'aumento delle accise sugli oli minerali. Le imposte dirette sono risultate in crescita del 5,2%, essenzialmente per effetto dell'aumento dell'Irpef, della relativa addizionale regionale e dell'imposta sostitutiva su ritenute, interessi e altri redditi di capitale, che riflette le modifiche al regime di tassazione delle rendite finanziarie. I contributi sociali effettivi hanno segnato una sostanziale stabilita' (-0,1%). La contrazione delle entrate in conto capitale (-44%) e' da ascrivere principalmente alla riduzione delle imposte in conto capitale (-80,3%), dovuta al venir meno dei versamenti una tantum dell'imposta sostitutiva sul riallineamento dei valori contabili ai principi internazionali IAS che avevano sostenuto il gettito nel 2011. com-sen/mau

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