martedì 28 febbraio | 16:03
pubblicato il 11/set/2015 15:29

Crisi, investitori scommettono su default Brasile e Sud Africa

Wsj: ma non appare alle porte una crisi più ampia degli emergenti

Crisi, investitori scommettono su default Brasile e Sud Africa

Roma, 11 set. (askanews) - Gli investitori internazionali stanno scommettendo che il Brasile e il Sud Africa diventeranno insolventi sul loro debito mentre cresce l'attesa per le decisioni sui tassi d'interesse Usa da parte della Federal Reserve, che inevitabilmente impatterà sulle prospettive di molti Paesi emergenti.

La tensione sul mercato è palpabile e non è segnalata solo dal crescente costo dei credit default swaps (Cds), contratti di assicurazione stipulati allo scopo di proteggere gli investimenti dal default di Stati sovrani. In Brasile gli investitori hanno recentemente pagato 389.260 dollari all'anno per assicurare 10 milioni di debito per cinque anni - il premio più alto dalla crisi finanziaria - a fronte dei 140.000 dollari pagati un anno fa. Alle stelle anche i premi per assicurare il debito sudafricano: 270.780 dollari per 10 milioni di dollari di debito assicurato, a fronte di un premio che un anno fa era pari a 180.000 dollari.

Segnali di tensione anche dal fronte delle valute. Le cifre parlano da sole: la lira turca, il rand sudafricano e il ringgit malese quest'anno hanno già perso rispettivamente il 23%, il 15% e il 19% rispetto al dollaro Usa. Il real brasiliano ha perso il 31%, e giovedì, il giorno del declassamento del rating paese a 'spazzatura' da parte di Standard & Poor's, ha toccato il livello minimo da 13 anni.

La Turchia e il Brasile - scrive il Wall Street Journal - sono considerati particolarmente vulnerabili da molti investitori, a causa di squilibri economici che sono amplificati dai cali delle rispettive valute. Il debito estero della Turchia come percentuale del Pil è già tra i più alti di tutti i Paesi emergenti mentre il Brasile si trova anche alle prese con prezzi delle materie prime più bassi, con un indebolimento della domanda cinese per i propri beni e con i tentativi del governo carioca di tagliare la spesa senza far cadere le entrate.

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