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pubblicato il 12/feb/2014 17:23

Crisi: imprese in piazza martedi' 18 per riprendersi il futuro

Crisi: imprese in piazza martedi' 18 per riprendersi il futuro

(ASCA) - Roma, 12 feb 2014 - Sono gia' 400 i pullman pronti a mettersi in marcia per Roma, per non parlare dei posti prenotati su treni e aerei, per trasportare le migliaia e migliaia di imprenditori che parteciperanno il 18 febbraio alla manifestazione nazionale delle imprese promossa da Rete Imprese Italia in Piazza del Popolo. L'evento e' stato presentato nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Roma presso la sede nazionale di Rete Imprese Italia e alla quale sono intervenuti i presidenti delle cinque Associazioni che fanno parte del soggetto unitario di rappresentanza delle pmi e dell'impresa diffusa (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti). Marco Venturi, presidente di Confesercenti e presidente pro tempore di Rete Imprese Italia, ha spiegato che le decine di migliaia di imprenditori che arriveranno in piazza lo faranno per rivendicare una svolta urgente e concreta della politica economica nazionale''. Si tratta di un ''evento storico, una prima assoluta nella storia della Repubblica. Sara' una manifestazione per l'Italia, in cui mostreremo la nostra voglia di costruire e di far crescer il Paese facendo crescere le imprese. Scendiamo in campo con orgoglio per farci sentire, visto che siamo il motore dell'Italia e rappresentiamo il 94% del totale delle imprese e il 69% del fatturato italiano''. Venturi ha aggiunto che le imprese aderenti alle associazioni che fanno parte d Rete Imprese Italia ''vogliono riprendersi il loro futuro. La mobilitazione arriva dopo anni di crisi che hanno sfiancato le imprese: il credito alle pmi e' in calo dal 2011, la pressione fiscale sulle imprese e' al 66%, il 20% in piu' della media europea, mentre le tariffe continuano a crescere. Eppure continuiamo a sentir parlare di ripresa. Non vogliamo essere disfattisti, qualche segnale di ripresa c'e' ma sono ma pochi e deboli. Serve una volta, adesso, subito. Faremo la nostra parte, ma vogliamo risposte chiare e concrete''. Per Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato, ''e' stato raggiunto un limite. Vogliamo avere una legittimazione dalla politica per il nostro ruolo economico e sociale, essere compartecipi. Le tasse le paghiamo qui, non in Olanda e in Italia siamo rimasti pressoche' solo e esclusivamente noi, che siamo il tessuto connettivo della societa' e del Paese. Basta dare bastonate sulla spina dorsale del Paese, ne abbiamo piene le tasche. E' il momento di fare, non di tacere''. Giacomo Basso, presidente di Casartigiani, ha parlato di ''motivazioni anche di carattere intellettuale della protesta: la solitudine e la mancanza di considerazione. Noi non delocalizziamo, siamo legati al territorio e alle gente, siamo legati al Paese. La manifestazione serve per aver considerazione''. Daniele Vaccarino, presidente della CNA, ha infine sottolineato che ''abbiamo fatto bene a indire la manifestazione, abbiamo colto nel segno la volonta' della nostra gente perche' le nostre imprese sono state ascoltate ma mai e' stato fatto qualcosa a loro favore, vedi le vicende Irap e Sistri. Chiediamo da tempo di essere ascoltati dal governo, visto che la concertazione e' stata cancellata''. red/rf

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