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pubblicato il 06/ago/2011 19:40

Crisi/ Imprese a Governo:Subito tagli politica e liberalizzazioni

Mercoledì parti sociali convocate nuovamente dal Governo

Crisi/ Imprese a Governo:Subito tagli politica e liberalizzazioni

Milano, 6 ago. (askanews) - Mercoledì pomeriggio il governo incontrerà nuovamente le parti sociali per un confronto sulle nuove misure dell'esecutivo e, in vista della riunione, quella che arriva da imprese e sindacati (fatta eccezione per la Cgil) è un'approvazione a metà dell'accelerazione impressa da palazzo Chigi per far fronte alla difficile situazione economica e alla speculazione in atto nei confronti dell'Italia. Confindustria, Abi, Confcommercio e tutte le altre associazioni che, nell'ultimo incontro con l'esecutivo (insieme ai sindacati), avevano chiesto interventi immediati, condividono "l'impegno a sottoporre subito le misure al Parlamento àe àa costituzionalizzare l'obbligo del pareggio di bilancio", chiedono un confronto "sulle misure che verranno proposte in materia di fiscalità e assistenza per anticipare il pareggio di bilancio al 2013", ma ritengono che "non via sia alcun motivo di attendere di attendere una modifica dell'articolo 41 della Costituzione", ovvero premono perché si vada avanti nel processo di liberalizzazione. Criticano, invece, il mancato intervento sui costi della politica: "E' necessario anticipare i tagli ai costi della politica; sarà altrimenti molto difficile à chiedere sacrifici al Paese". Posizioni messe nero su bianco in un comunicato congiunto che questa volta, però, non è ad un'unica voce con i sindacati. Su molti temi, infatti, le posizioni dei lavoratori sono discordanti ed è difficile trovare una posizione univoca. Se Cisl e Uil sembrano essere sulla stessa linea delle imprese, con i segretari generali Bonanni e Angeletti che plaudono all'introduzione del pareggio di bilancio nella Costituzione, chiedono un confronto sull'anticipo al 2013 e criticano la mancanza dei tagli dei costi della politica, da parte sua la Cgil continua a considerare la politica dell'esecutivo "iniqua e ingiusta". Altro tema riguarda la riforma del mercato del lavoro con le imprese che chiedono che venga "riconosciuto il ruolo degli attori sociali". Appello a cui si uniscono anche i sindacati. Luigi Angeletti, Uil, chiede che "il governo non intervenga autonomamente", altrimenti, dice, "non saremmo d'accordo". Dello stesso avviso il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo il quale la materia "deve essere oggetto del confronto fra le parti". E su questo aspetto rassicura il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: "Ogni tema utile alla modernizzazione, sarà esaminato senza pregiudizi o preclusioni".

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