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pubblicato il 11/ago/2011 05:10

Crisi/ Governo non fa chiarezza su misure, Cgil pronta a sciopero

Cdm prossima settimana per dl. Contrasti su patrimoniale-pensioni

Crisi/ Governo non fa chiarezza su misure, Cgil pronta a sciopero

Roma, 11 ago. (askanews) - La manovra sarà ristrutturata. Questa l'unica certezza emersa dall'incontro con le parti sociali a palazzo Chigi. Ma sul come farlo il governo non ha fatto chiarezza, rinviando tutto al Consiglio dei ministri che si terrà tra il 16 e il 18 agosto per approvare un decreto d'urgenza con cui arginare la tempesta dei mercati. Chi, dunque, si aspettava nero su bianco almeno delle ipotesi di intervento è rimasto deluso. A dirlo esplicitamente è stata la Cgil che non ha escluso di arrivare a uno sciopero generale se la manovra si rivelasse iniqua e fossero confermate le indiscrezioni di questi giorni soprattutto sulle pensioni. Ma il malcontento seppure celato è trapelato anche tra gli altri intervenuti al tavolo che si aspettavano qualcosa in più. La stessa presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha detto che il governo non è entrato nel merito delle misure che si appresta ad approvare, ma ha invitato l'esecutivo a fare presto e a dare risposte al paese. Ora spetterà al governo trovare la quadra come ha sottolineato lo stesso ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: "A questo punto è il governo a dover decidere nel nome delle sue primarie responsabilità". Un compito non facile anche per gli equilibri interni alla stessa maggioranza. In serata, infatti, è stato convocato un vertice del Pdl, con Berlusconi, al quale hanno partecipato sia Umberto Bossi che Giulio Tremonti. La Lega intanto ha posto il suo veto: no a un taglio delle pensioni nè all'imposizione di una patrimoniale. L'obiettivo difficile del ministro dell'Economia, come lui stesso ha spiegato alle parti, è di far scendere il deficit dal 3,8% di quest'anno all'1,5-1,7% il prossimo anno per arrivare al pareggio nel 2013. Secondo il percorso di rientro del disavanzo, che l'Italia aveva concordato con la Ue prima dell'urgenza di anticipare il pareggio di bilancio, il disavanzo per quest'anno era stimato al 3,9%, al 2,7% nel 2012 e al 2,2% nel 2013 per arrivare all'azzeramento nel 2014. L'urgenza del momento impone però scelte rapide di fronte ai listini italiani che sono crollati perdendo il 6,6%. E proprio su questo si è soffermato il sottosegretario Gianni Letta: "Sappiamo che servono scelte rapide e coerenti e il governo sta valutando tutte le possibilità e tutte le ipotesi. In questi giorni - ha aggiunto tutto è cambiato, tutto è precipitato. La realtà è in così rapida evoluzione al punto che è diversa dall'avvio di questo tavolo". E nonostante l'unità di facciata delle parti sociali, anche su questo fronte ci sono delle spaccature: se tutti sono concordi nell'abbattimento dei costi della politica e sulla necessità di intervenire con urgenza e in maniera equa, Confindustria ad esempio non ha chiarito cosa pensi di un eventuale intervento sulle pensioni bocciato dai sindacati compatti. La stessa associazione degli industriali è invece contraria alla patrimoniale caldeggiata dalla Cgil pronta allo sciopero se le ipotesi sulla manovra fossero confermate. Una mobilitazione in cui il sindacato andrebbe da solo vista la contrarietà della Cisl di Raffaele Bonanni che ha sottolineato come "ai mercati non si risponde con lo sciopero generale. Sarebbe uno sbaglio". Le parti, comunque, si rivedranno a breve, prima del Cdm della prossima settimana, per discutere di mercato del lavoro, un tema che hanno chiesto sia lasciato nella loro totale disponibilità.

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