martedì 28 febbraio | 18:51
pubblicato il 23/gen/2013 16:27

Crisi: Fmi, per l'Italia ancora un anno di recessione

Crisi: Fmi, per l'Italia ancora un anno di recessione

+++ Nel World Economic Outlook tagliate a -1% le stime sul Pil 2013. Confindustria presenta un progetto per la crescita ''in grado di mobilitare 316 mld in 5 anni''+++.

(ASCA) - Roma, 23 gen - Anche nel 2013 economia italiana in apnea secondo il Fondo Monetario Internazionale, che taglia le stime sull'economia della penisola e prevede un altro anno di recessione con un pil negativo dell'1% rispetto alla stime di -0,7% delle previsioni dell'ottobre scorso.

Nell'aggiornamento del World Economic Outlook, gli analisti del Fmi mantengono invariata la stima sul prossimo anno con una crescita zero per l'economia italiana.

Confermata anche l'accelerazione dell'economia globale nel corso del 2013, pur se a un ritmo leggermente inferiore rispetto alle previsioni di ottobre.

Gli analisti del Fmi stimano per l'anno in corso una crescita al 3,5% rispetto al 3,4% di ottobre mentre l'anno prossimo l'economia mondiale si sviluppera' a un ritmo del 4,1%. ''L'economia globale si rafforzera' nel 2013 - afferma il Fmi - anche se in maniera piu' graduale rispetto alle stime di ottobre''. Le azioni politiche hanno ridotto i rischi acuti di crisi nell'area euro e negli Stati Uniti ma in particolare per i paesi del club dell'euro la ripresa e' destinata a slittare.

Il Fmi sottolinea che se non si materializzeranno i rischi di crisi e se le condizioni dei mercati finanziari continueranno a migliorare la crescita globale potra' ulteriormente rispetto alle previsioni. Tuttavia i rischi di downside rimangono ''significativi'' in particolare nell'area euro e negli Stati Uniti nell'ipotesi di una ''eccessiva'' manovra di consolidamento a breve termine ei conti pubblici.

La crescita economica sara' ancora trainata dalle economie emergenti e dagli USA. Per le economie emergenti il Fmi stima una rescita del pil nel 2013 a un ritmo del 5,5% rispetto al 5,6% delle stime di ottobre mentre per l'anno prossimo e' confermato un tasso di crescita al 5,9% con la Cina che continua ad essere la locomotiva (confermate le stime di un +8,2% nel 2013 e +8,5% l'anno prossimo).

Quanto specificamente all'area euro, le condizioni finanziarie registrano miglioramenti ma la ripresa economica e' destinata a slittare e per il 2013 si profila un altro anno con pil negativo, indica l'aggiornamento del World Economic Outlook. I paesi dell'Eurozona nel 2013 mostreranno una crescita negativa dello 0,2% con un taglio delle stime di 0,3 punti rispetto a ottobre mentre per il 2014 il pil del club dell'euro tornera' a variazioni positive con un +1% (+1,1% a ottobre scorso).

Il Fi sottolinea che la prospettive a breve termine dell'area euro sono state riviste al ribasso ''anche se i progressi a livello nazionale sul consolidamento dei conti pubblici e il raforzamento delle politiche europee hanno ridotto i rischi e migliorato le condizioni finanziarie dei paesi periferici''.

Il taglio delle stime sulla crescita - spiega il Fmi - riflette ''i ritardi nella trasmissione all'economia della riduzione degli spread e delle migliorate condizioni di liquidita' delle banche ma anche l'elevata incertezza sulle soluzioni alla crisi''.

Il Fondo Monetario Internazionale tuttavia prevede che nel corso del 2013 le condizioni miglioreranno ''grazie all'implementazione delle politiche di riforme per fronteggiare la crisi''.

L'aggiornamento del World Economic Outlook rileva comunque che l'area euro continua ad essere ''un rilevante fattore di rischio'' per l'economia globale, ''in particolare nel caso di una prolungata fase di stagnazione dell'economia per effetto di rallentamenti sul fronte delle riforme''.

Il Fmi sottolinea che gli sforzi che stanno compiendo i paesi periferici ''devono essere ostenuti e supportati'' dall'Europa attraverso una piena applicazione dei firewall e utilizzando la flessibilita' prevista dal fiscal compact. Il Fmi sollecita inoltre ulteriori progressi sul terreno della piena unione bancaria e di una maggiore integrazione fiscale.

CONFINDUSTRIA, UN PIANO PER LA CRESCITA - Le proposte di Confindustria per la crescita del paese ''innalzeranno il tasso di crescita al 3%, portando ad aumento del Pil di 156 miliardi di euro in cinque anni''. Cosi' Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, nel corso di una conferenza stampa per presentare il ''Progetto di Confindustria per l'Italia: crescere si puo', si deve''.

Il numero uno di Confindustria ha poi spiegato che l'occupazione si espanderebbe di 1,8 milioni di unita' e il tasso di disoccupazione scendera', sempre in cinque anni, all'8,4% dal 12,3% atteso per il 2014.

Il progetto di Confindustria per l'Italia, ''e' in grado di mobilitare 316 miliardi di euro in cinque anni'', ha detto Squinzi.

''La crisi sta lasciando profonde ferite. E' alto il rischio di distruzione della nostra base industriale. Servono scelte immediate, forti e coraggiose, senza le quali nei prossimi anni non cresceremo piu' dello 0,5% all'anno.

Dobbiamo tornare a crescere'', ha sotrtolineato il presidente di Confindustria.

men/mau

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