giovedì 23 febbraio | 20:05
pubblicato il 16/dic/2011 20:51

Crisi/ Fitch minaccia taglio rating Italia e altri 5 paesi Ue17

Ma Ue cerca di respingere allarmismi, Regling: abbiamo 1.000 mld

Crisi/ Fitch minaccia taglio rating Italia e altri 5 paesi Ue17

Roma, 16 dic. (askanews) - Le agenzie di rating mantengono sotto pressione un'Europa che invece cerca di divincolarsi dalla cappa allarmistica. Al termine di una seduta nervosa dei mercati, che chiudeva una settimana difficile, da Fitch sono giunte nuove bordare sull'area valutaria: ha annunciato una procedura di esame per possibili declassamenti di rating su sei paesi dell'area euro, tra cui l'Italia, assieme a Spagna, Belgio, Irlanda, Slovenia e Cipro. Rischiano di vedersi abbassare il voto sull'affidabilità creditizia fino a due gradini - al momento l'Italia detiene un rating 'A+' da Fitch - e l'agenzia conta di prendere una decisione entro la fine di gennaio. Separatamente sempre Fitch ha annunciato di aver tagliato a "negative" le prospettive sul rating della Francia, confermando tuttavia la valutazione a tripla A - la più elevata - sul paese. Nel suo caso comunque non prevede decisioni prima del 2013, successivamente quindi alle prossime elezioni presidenziali, salvo che la situazione peggiori. Questo al termine di una giornata in cui Borse e titoli di Stato avevano tentato risalite, per perdere però quota nel pomeriggio. Lo si è visto sui rendimenti dei Btp decennali - cartina di tornasole delle tensioni dei mercati - si sono prima attenuati dal 6,34 per cento, ma successivamente sono risaliti al 6,59 per cento. Il lodo differenziale o "spread" sui Bund della Germania è prima sceso al 4,41 per cento, e poi si è riallargato al 4,74 per cento. Milano ha chiuso al meno 0,38 per cento dopo aver azzerato tentativi si rialzo. L'euro è rimasto sottotono e in serata fluttua poco sopra 1,30 dollari. Ma sempre oggi a respingere gli allarmismi è stato tra gli altri il direttore del fondo europeo anti crisi, il tedesco Klaus Regling che ha rivendicato come sommando tutte le risorse messe in campo o che si potrebbe mobilitare nell'Unione europea, si raggiungerebbe la soglia di 1.000 miliardi di euro o anche oltre. E intervenendo alla conferenza in memoria di Tommaso Padoa-Schioppa organizzata dalla Banca d'Italia, ha precisato che anche togliendo da questo i fondi già impegnati su Grecia, Irlanda e Portogallo, resterebbe un quantitativo "superiore alle necessità di rifinanziamento di Italia e Spagna messe in assieme per il 2012". Per parte sua il padrone di casa, il governatore di Bankitalia Ignazio Visco ha rilevato come sia necessario "tempo" affinché le misure anti crisi diano effetti ma già oggi "abbiamo alcuni motivi di ottimismo". E tra questi ha citato "la determinazione a mantenere l'euro come nostra moneta comune. "C'è una sola strada", ha detto Visco in merito alla necessità di riconquistare la fiducia dei mercati "e noi lavoriamo su quella". Intanto la manovra di risanamento dei conti approntata dal governo di Mario Monti procede nel suo iter parlamentare a tappe forzate, oggi è attesa l'approvazione alla Camera e prima di natale quella definitiva al Senato. Non si esclude infine che lunedì o martedì si svolta una riunione straordinaria tra ministri delle Finanze dell'area euro.

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