lunedì 27 febbraio | 11:38
pubblicato il 16/gen/2014 16:16

Crisi: Errani, lavorando insieme Paese funziona meglio (1 Upd)

(ASCA) - Roma, 16 gen 2014 - ''Abbiamo fatto una cosa che non e' ne' cosi' semplice ne' cosi' automatica, abbiamo lavorato insieme e deciso insieme su tutte le cose piu' importanti e se questo diventasse un metodo per il Paese, senza arroganza o presunzione, il Paese funzionerebbe meglio''. Lo ha affermato il presidente della regione Emilia-Romagna e commissario per la ricostruzione del sisma del 2012, Vasco Errani, nel corso della conferenza stampa che ha presentato tre progetti di ricostruzione nell'area del cratere colpita dal sisma, che sara' possibile realizzare grazie alle risorse raccolte dal fondo di solidarieta' attivato all'indomani della seconda scossa del 29 maggio 2012 da Confindustria insieme a Cgil, Cisl, Uil e Confservizi per aiutare le popolazioni, i lavoratori e il sistema di una delle zone a piu' alta produttivita' in Italia. Quello del maggio 2012 ''e' stato il primo terremoto in Italia che ha colpito un'area produttiva di grande qualita', decisiva per il Paese''. Un colpo duro all'economia, ma anche ''una storia importante per l'Italia'', come ''vedere operai ed imprenditori lavorare insieme sotto un capannone di plastica, d'estate, a 42 gradi, pur di non perdere la commessa''. Una unita' ''il cui tratto saliente e' fatto di valori importanti, quelli che risolvono il problema che nessuna spending review riesce a risolvere''. Per Errani ha vinto ''la comunita''', i cui elementi essenziali sono ''identita', funzione sociale, innovazione, ricerca della bellezza''.

''Col terremoto - e' l'esempio del presidente della Regione Emilia-Romagna - abbiamo capito che possiamo costruire in modo diverso, abbiamo realizzato scuole nuove energeticamente efficienti ed a basso impatto ambientale in soli 75 giorni e con costi assolutamente competitivi. E' un fatto importante anche per il rilancio di un settore, la costruzione, che piu' di altri sta pagando questa fase''. Un percorso, quello della ricostruzione, che anche nel confronto con la burocrazia ''ha permesso di costruire relazioni con tanti soggetti''. ''Non basta la norma - ha sottolineato Errani - in questo senso questa e' stata un'esperienza assolutamente formativa.

Occorre un patto sociale per affrontare la questione burocrazia, identificare le 3 o 4 cose da fare e chi non sta nelle regole non ci deve entrare piu'''. ''Spero che sulla base della nostra esperienza - ha concluso il commissario per la ricostruzione - il Paese si doti di una legge nazionale che facendo tesoro di quanto fatto non metta nelle condizioni chi, speriamo di no, domani debba affrontare questi problemi a dover ricominciare da zero''.

gbt

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