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pubblicato il 06/set/2013 12:19

Crisi: Cucchiani, Italia seguita con grande attenzione all'estero

(ASCA) - Cernobbio, 6 set - ''La situazione politica italiana non e' la prima preoccupazione al mondo ma e' seguita con estrema attenzione all'estero da chi si occupa di politica e dai mercati''. E' quanto indica l'ad di Intesa Sanpaolo, Enrico Cucchiani parlando a margine del workshop Ambrosetti a Cernobbio e sottolineando che ''l'incertezza politica italiana e' l'elemento di gran lunga piu' rilevante'' sullo scenario della ripresa economica. La congiuntura appare in miglioramento, e Cucchiani rileva che ''siamo in una situazione dove emergono segnali positivi. Negli Stati Uniti in particolare c'e' una sostenziale ripresa. in Europa invece i segnali di ripresa sono relativamente fragili e gli elementi di incertezza sono molti''.

In questo quadro, sull'Italia pesa l'incertezza politica come mostra anche il recente andamento al rialzo dello spread.

Secondo l'ad di Intesa c'e' una correlazione tra lo spread e la situazione politica ''anche se e' molto pericoloso valutare fluttuazioni nel brevissimo periodo''.

All'ad di Intesa Sanpaolo viene domandato se c'e' la possibilita' che in caso di caduta del governo la legga di stabilita' venga scritta dalla Troika (Bce, Fmi e Commissione europea). ''Credo sia improbabile che la troika sia chiamata in Italia - risponde Cucchiani - anche se di per se' non e' un elemento negativo perche' i paesi dove e' andata hanno migliorato le posizioni e fatto riforme strutturali con cambiamenti piu' forti di quelli che si vedono in Italia''.

Senza la troika ''forse i problemi sarebbero maggiori. In Grecia si vedono miglioramenti e anche in Portogallo e in Spagna. Noi abbiamo la possibilita' di fare tutto da soli pero' bisogna che si faccia''. ''Non e' una critica al governo Letta - aggiunge Cucchiani - non dimentichiamo che rappresenta una coalizione molto ampia. Siamo in una situazione di impasse e sarebbe meglio che tutte le forze politiche si imegnassero per fare le riforme e far progredire l'economia al passo necessario altrimenti saremo costretti a una situazione che ci condanna allo stallo e al declino''.

did/lus

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