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pubblicato il 28/giu/2012 10:30

Crisi/ Csc: E' come in guerra, colpiti industria e giovani

No a solo rigore, cambiare strategia

Crisi/ Csc: E' come in guerra, colpiti industria e giovani

Roma, 28 giu. (askanews) - I danni della crisi economica attuale sono gli stessi di una guerra. A sottolinearlo è il centro Studi di Confindustria. "Non siamo in guerra. Ma i danni economici fin qui provocati dalla crisi - ha osservato il Csc negli Scenari economici - sono equivalenti a quelli di un conflitto e a essere colpite sono state le parti più vitali e preziose del sistema Italia: l'industria manifatturiera e le giovani generazioni. Quelle da cui dipende il futuro del Paese". L'aumento e il livello dei debiti pubblici "sono analoghi, in quasi tutte le economie avanzate, a quelli che si sono presentati al termine degli scontri bellici mondiali", ha aggiunto il Csc. "Una sorta di guerra - si legge nella premessa al rapporto - c'è stata ed è tuttora in corso, ed è combattuta, una volta di più, dentro l'Europa e dentro l'Italia. Come nei secoli passati, in cui le divisioni e gli interessi di parte prevalevano su tutto e tutti". A scatenarla, secondo gli economisti del Csc, sono stati "errori recenti e mali antichi". Gli errori recenti "sono stati inanellati nella gestione dell'eurocrisi". Si tratta di "errori compiuti dai singoli stati: per esempio, la falsificazione dei conti greci e il lungo immobilismo italiano". E nelle decisioni collegiali: "per esempio, il precedente creato con la ristrutturazione del debito greco, il far contabilizzare dalle banche ai prezzi di mercato i titoli sovrani, come se gli stati europei potessero essere insolventi e, soprattutto, ostinarsi a condurre coralmente politiche di bilancio restrittive". Le politiche improntate al solo rigore, a giudizio del Csc, "invece di stabilizzare il ciclo, stanno facendo avvitare su se stessa l'intera economia europea". Perciò "è indispensabile cambiare strategia, mantenendo la barra dritta sul risanamento con misure strutturali che agiscano nel tempo e che non impediscano di sostenere nell'immediato la domanda". I mali antichi, secondo il Csc, sono quelli che affliggono il Belpaese e "sono dovuti all'assenza di politica lungimirante e all'incapacità di fare sistema; entrambe trovano la massima espressione nell'inefficienza della pubblica amministrazione".

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