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pubblicato il 12/gen/2013 11:42

Crisi: Confesercenti, 84% italiani non crede in ripresa

Crisi: Confesercenti, 84% italiani non crede in ripresa

(ASCA) - Roma, 12 gen - Gli italiani sono sempre piu' scettici sull'uscita rapida dalla crisi. Per i prossimi dodici mesi, solo il 16% dei nostri concittadini - la meta' dello scorso anno - vede in arrivo un miglioramento per l'economia del Paese, mentre il restante 84% pensa che il 2013 non portera' alcuna evoluzione positiva, ma addirittura un ulteriore peggioramento. E' questo il quadro che emerge dal sondaggio Confesercenti-SWG sulle prospettive economiche dell'Italia per l'anno appena iniziato. La salute dell'economia italiana e' giudicata negativamente dall'87% del campione. In particolare, prosegue l'organizzazione, il 36% la ritiene inadeguata, mentre il 51%, la maggioranza, addirittura pessima. A promuoverla solo il 13%, che la segnala come discreta (11%, in aumento del 3% sullo scorso anno) o buona (2%, in calo dell'1%). Anche sulle prospettive si registra una grave sfiducia. Solo il 16% degli intervistati vede infatti una svolta (lo scorso anno erano esattamente il doppio (32%). Ad avere una visione piu' positiva sono i giovani sotto i 24 anni (22,9% di ottimisti) e chi vive nelle Isole (22,2%). Aumentano significativamente i pessimisti, che passano dal 30 al 44% del campione generale, che pensano che nel 2013 andremo incontro ad un ennesimo peggioramento dell'economia. Una percentuale che sale al 45,6% tra gli abitanti del Nord Ovest e addirittura al 49% nella fascia d'eta' 35-44 anni. Il 40% degli italiani, si legge, ritiene invece che la situazione restera' la stessa del 2012: anche in questo caso, i valori massimi si registrano nella fascia d'eta' tra 18 e 24 anni, dove si registra un picco del 42,9%. Se per l'Italia ci si aspetta un ulteriore peggioramento, le prospettive per la propria famiglia e la situazione personale sono solo un po' meno negative. L'84% degli intervistati, fa sapere la Confesercenti, non crede in un miglioramento. Il 52% dei nostri concittadini ritiene che la situazione rimarra' la stessa, in aumento del 5% sullo scorso anno. Calano gli ottimisti, che passano dal 17 al 14 per cento, cosi' come i pessimisti, che scendono al 34% dal 36% dello scorso anno. Per il 2013, la maggioranza degli italiani (il 59%) vuole far leva sul nuovo esecutivo per porre alla sua attenzione l'emergenza lavoro, scelta dal 31% degli intervistati a causa del forte sentimento d'insicurezza sul futuro. E' significativo che, subito dopo, gli italiani chiedano di abbassare le tasse e di ridurre i costi della politica (il 23% del campione in entrambi i casi). Ovvero meno spese e meno sprechi per liberare risorse utili a tagliare l'insostenibile pressione fiscale. Il 41% degli italiani non arriva a fine mese. Nel 2012 il 41% degli italiani dichiara di non arrivare a fine mese, ne' con il proprio reddito ne' con quello familiare. E' quanto emerge da un sondaggio Confesercenti-SWG sulle prospettive economiche dell'Italia per l'anno appena iniziato, nel quale si evidenzia come nel 2010 circa il 72% del campione riusciva invece a far fronte alle spese della famiglia per tutto il mese, mentre quest'anno la percentuale cala bruscamente al 59%. Cresce inoltre di 5 punti rispetto a due anni fa il numero di coloro che ce la fanno solo fino alla seconda settimana (ora il 23% del campione) e sale di ben 8 punti la platea di chi arranca fino al traguardo della terza settimana (passando dal 20% del 2010 al 28% del 2012). L'80% degli intervistati segnala anche che la crisi ha colpito il proprio nucleo familiare: il 37% ha ridotto fortemente le spese, il 21% ha invece tagliato sulle attivita' di svago. Problemi lavorativi per il 20% delle famiglie italiane che hanno registrato: la perdita del posto di lavoro (il 14%) o la cassaintegrazione per uno dei suoi membri (il 6%), conclude la Confesercenti. com-rba/vlm/ss

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