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pubblicato il 22/feb/2014 11:03

Crisi: Coldiretti, un italiano su 3 non lascia piu' avanzi al ristorante

Crisi: Coldiretti, un italiano su 3 non lascia piu' avanzi al ristorante

(ASCA) - Roma, 22 feb 2014 - Piu' di un italiano su tre (36 per cento) non lascia alcun avanzo al ristorante o in pizzeria, ma crescono addirittura del 54 per cento nell'ultimo anno quelli che se ne vanno portando via i resti della tavola con la classica ''doggy bag'', che e' stata per lungo tempo un vero tabu' per i connazionali. E' quanto emerge dall'indagine on line condotta dal sito www.coldiretti.it sui comportamenti degli italiani a tavola nel tempo della crisi, presentata a Brescia nell'ambito dell'iniziative per l'Expo all'interno del farmers' market di Campagna Amica in piazza Vittoria dove alla presenza del presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, e' stato realizzato il piatto anti spreco piu' grande del mondo. Un casoncello, piatto povero della tradizione bresciana fatto con il recupero di avanzi come pane grattugiato, erbette e salumi ed ingredienti semplici come acqua , uova e farina, lungo 10 metri, largo un metro, spesso oltre 50 centimetri con un peso di circa 35 chili. Una fetta rilevante della popolazione (36 per cento) quando va a mangiare fuori ''spazzola'' completamente quanto viene portato in tavola forse - sottolinea la Coldiretti - non per ingordigia, ma per ottimizzare la spesa, in occasioni che sono sempre piu' rare in un momento di difficolta' economica. D'altro canto, mentre in tempi di ''vacche grasse'' si ordinava l'antipasto, il primo, il secondo con il contorno e il dolce, oggi - precisa la Coldiretti - la scelta e' piu' motivata e piu' misurata. Meglio un antipasto e un primo o un antipasto e il secondo o, infine, un antipasto e una pizza per degustare adeguatamente, e senza spendere troppo, le prelibatezze gastronomiche offerta dal ristorante.

Una situazione di difficolta' che sembra far cadere anche quel filo di ''vergogna'' nel chiedere di preparare il classico sacchetto per portare a casa gli avanzi del pasto per il giorno dopo: quasi uno su cinque (il 17 per cento) ha chiesto di farlo con un aumento del 54 per cento nell'ultimo anno. Si tratta ancora di una minoranza che pero' con la crisi e' stata contagiata - continua la Coldiretti - da un tendenza molto affermata in altri Paesi a partire dagli Stati Uniti dove sembra che la stessa first lady Michelle Obama non abbia remore a seguirla. C'e' pero' - precisa la Coldiretti - uno zoccolo duro del 47 per cento che non preoccupa di lasciare cibo in tavola, ne' tanto meno pensa di portare a casa i resti del pranzo.

La tendenza a finire quanto viene servito a tavola, secondo i saggi suggerimenti del nonni, richiama un passato difficile ma, insieme al diffondersi del sacchetto degli avanzi, e' anche - prosegue la Coldiretti - un segno di maggiore responsabilita' degli italiani nei confronti dello spreco di cibo. E' forse questo - afferma la Coldiretti - uno degli aspetti positivi della crisi economica in una situazione in cui ogni persona in Italia ha comunque buttato nel bidone della spazzatura ben 76 chili di prodotti alimentari durante l'anno.

Di fronte a questa nuova esigenza - riferisce la Coldiretti - la ristorazione si attrezza ed in un numero crescente di esercizi, per evitare imbarazzi, chiedono riservatamente al cliente se desidera portare a casa il cibo o anche le bottiglie di vino non finite e mettono a disposizione confezioni o vaschette ad hoc. Una tendenza al consumo responsabile che si sta diffondendo rapidamente anche nei ristoranti di Campagna Amica, particolarmente attenti alla sostenibilita' dei comportamenti. Si tratta - sostiene la Coldiretti - di un risparmio considerevole se si considera che, anche se in calo, sono comunque 17 milioni le persone che cenano fuori per una spesa di 28 miliardi di euro mentre sono 12 milioni quelli che pranzano fuori per una spesa di 14,7 miliardi, secondo Fipe.

I comportamenti degli italiani al ristorante o in pizzeria sono coerenti con quanto avviene nelle case. Con la crisi infatti si registra una storica inversione di tendenza, con quasi tre italiani su quattro (73 per cento) che hanno tagliato gli sprechi a tavola nel 2013, secondo l'indagine Coldiretti/Ixe' dalla quale si evidenzia, in particolare, che il 45 per cento degli italiani ha ridotto gli sprechi e il 28 per cento li ha addirittura annullati mentre una percentuale del 26 per cento non ha cambiato il proprio comportamento.

''L'Expo e' una occasione unica per far conoscere non solo i grandi prodotti italiani spesso colpiti da imitazioni low cost nei diversi continenti ma anche un modello produttivo unico che e' cresciuto puntando sui valori dell'identita', della biodiversita' e del legame territoriale'' ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che ''il sistema agroalimentare italiano e' forte perche' ha puntato su un rapporto equilibrato tra innovazione e tradizione, come dimostrano anche i tanti piatti antispreco della cultura popolare che sono un esempio di sostenibilita' economico ed ambientale''.

red-gbt

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