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pubblicato il 04/mag/2013 11:38

Crisi: Coldiretti, e' boom di orti urbani. Come in tempo di guerra

Crisi: Coldiretti, e' boom di orti urbani. Come in tempo di guerra

(ASCA) - Roma, 4 mag - Mai cosi' tante aree verdi sono state destinate ad orti pubblici nelle citta' d'Italia dove si e' raggiunto il record di 1,1 milioni di metri quadri di terreno di proprieta' comunale divisi in piccoli appezzamenti e adibiti alla coltivazione ad uso domestico, all'impianto di orti e al giardinaggio ricreativo. Uno scenario che rievoca i tempi della Seconda guerra mondiale, quando nelle citta' italiane, europee e degli Stati uniti si diffondevano gli orti per garantire approvvigionamenti alimentari.

E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base del rapporto Istat sul Verde urbano presentata in occasione di 'Cibi d'Italia' evento di Campagna Amica presso il Castello Sforzesco di Milano dove si sono svolte vere lezioni pratiche per diventare 'hobby farmer' con figure dedicate che opereranno progressivamente in tutta Italia dove si registra un vero boom con circa 21 milioni di italiani che stabilmente o occasionalmente coltivano l'orto o curano il giardino.

Le coltivazioni degli orti urbani non hanno scopo di lucro, sono assegnati in comodato ai cittadini richiedenti e forniscono prodotti destinati al consumo familiare e, oltre a rappresentare un aiuto per le famiglie in difficolta', concorrono a preservare spesso aree verdi interstiziali tra le aree edificate per lo piu' incolte e destinate all'abbandono e al degrado. Secondo il censimento effettuato dall'Istat quasi la meta' (38%) delle amministrazioni comunali dei capoluoghi di provincia - sottolinea la Coldiretti - ha previsto orti urbani tra le modalita' di gestione delle aree del verde, con forti polarizzazioni regionali: il 72% delle citta' del Nord-ovest, poco meno del 60% e del 41% rispettivamente nel nord-est e nel centro (con concentrazioni geografiche in Emilia-Romagna e Toscana, ma ben rappresentati anche in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e nel Lazio). Nel mezzogiorno, infine, risultano presenti solo a Napoli, Andria, Barletta e Palermo.

La crisi economica - rileva la Coldiretti - fa dunque ricordare i tempi di guerra: sono famosi i ''victory gardens'' degli Stati Uniti e del Regno Unito dove nel 1945 venivano coltivati 1.5 milioni di allotments sopperendo al 10% della richiesta di cibo. Ma sono celebri anche gli orti di guerra italiani nati al centro delle grandi citta' italiane per far si' che, nell'osservanza dell'imperativo del duce affinche' ''non ci fosse un lembo di terreno incolto''.

Sono negli annali della storia le immagini del foro Romano e di piazza Venezia trasformati in campi di grano e la mietitura svolta in piazza Castello, centro e cuore di Torino in ogni epoca.

Ora i tempi sono cambiati ed ai motivi economici si sommano quelli di volersi garantire cibo sano e la voglia di trascorrere piu' tempo a contatto con la natura. Una tendenza che continua la Coldiretti - si accompagna anche da un diverso uso anche del verde privato con i giardini e i balconi delle abitazioni che sempre piu' spesso lasciano spazio ad orti per la produzione ''fai da te'' di lattughe, pomodori, piante aromatiche, peperoncini, zucchine, melanzane, ma anche di piselli, fagioli fave e ceci da raccogliere all'occorrenza.

com-stt/vlm

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