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pubblicato il 04/dic/2013 09:43

Crisi: Coldiretti, chiuse 140 mila aziende. Fermare concorrenza sleale

(ASCA) - Roma, 4 dic - Con la crisi sono state chiuse in Italia 140mila (136351) stalle ed aziende anche a causa della concorrenza sleale dei prodotti di minor qualita' importati dall'estero che vengono spacciati come Made in Italy. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Unioncamere relativi ai primi nove mesi del 2013 rispetto all'inizio della crisi nel 2007. E' quanto scrive la Coldiretti nel giorno in cui viene avviata ''La battaglia di Natale: scegli l'Italia'' per difendere l'economia e il lavoro delle campagne dalle importazioni di bassa qualita' che varcano le frontiere per essere spacciate come italiane, che ha portato diecimila allevatori e coltivatori al valico del Brennero. ''L'obiettivo e' smascherare il falso Made in Italy alimentare, aiutare i consumatori a fare scelte di acquisto consapevoli in vista del Natale e sollecitare le Istituzioni a rendere operativo l'obbligo di indicare la etichetta la provenienza dei prodotti agricoli ed alimentari'' spiega la nota della Coldiretti.

Solo nell'ultimo anno, sottolinea la nota dell'associzione degli agricoltori, sono scomparse 32500 stalle ed aziende agricole e persi 36mila occupati nelle campagne, con impatti devastanti sulla sicurezza alimentare ed ambientale dei cittadini. La chiusura di un'azienda agricola significa infatti maggiori rischi sulla qualita' degli alimenti che si portano a tavola e minor presidio del territorio, lasciato all'incuria e alla cementificazione.

''Stiamo svendendo un patrimonio del nostro Paese sul quale costruire una ripresa economica sostenibile e duratura che fa bene all'economia all'ambiente e alla salute'' afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel denunciare che ''l'invasione di materie prime estere spinge prima alla svendita agli stranieri dei nostri marchi piu' prestigiosi e poi alla delocalizzazione delle attivita' produttive''.

Dall'inizio della crisi ad oggi le importazioni di prodotti agroalimentari dall'estero sono aumentate in valore del 22 per cento, secondo un'analisi di Coldiretti relativa ai dati del commercio estero nei primi otto mesi del 2013.

Gli arrivi di carne di maiale sono cresciuti del 16 per cento, mentre le importazioni di cereali, pronti a diventare pasta e riso spacciati per italiani, hanno fatto registrare addirittura un vero e proprio boom (+45 per cento), con un +24 per cento per il grano e un +49 per cento per il riso.

Aumenta anche l'import di latte, +26 per cento, anch'esso destinato a diventare magicamente made in Italy. Netta pure la crescita delle importazioni di frutta e verdura, +33 per cento, con un vero e proprio boom per il pomodoro fresco (+59 per cento), ma cresce anche quello concentrato (+32 per cento). Aumentano anche gli arrivi di succo di frutta dall'estero, +16 per cento. red/men

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