venerdì 20 gennaio | 11:23
pubblicato il 07/gen/2012 11:29

Crisi/ Cna: Pmi in morsa banche, per 1,5 mln credito è chimera

E le previsioni per il futuro sono "nerissime"

Crisi/ Cna: Pmi in morsa banche, per 1,5 mln credito è chimera

Roma, 7 gen. (askanews) - Le piccole e medie imprese nella morsa delle banche: per un milione e mezzo di imprenditori farsi concedere un prestito o aprire una linea di credito è una "chimera". E' quanto rileva una ricerca della Cna sul credito alle Pmi. La stretta delle banche risulta "forte" per il 78% degli intervistati. Gli istituti, spiega la confederazione degli artigiani, hanno irrigidito il loro comportamento nel corso dell'ultimo anno e la situazione è ben peggiore rispetto al periodo nero del 2008. Un terzo delle imprese ha poi avuto difficoltà ad accedere a muti, finanziamenti e fidi. Quasi otto piccoli e medi imprenditori su dieci guardano con preoccupazione al rapporto con le banche attuale e, per la maggioranza degli intervistati, nei prossimi mesi la situazione peggiorerà ulteriormente. A essere in apprensione sono gli imprenditori di tutte le aree del paese, con punte acute al Sud (83%) e tra coloro che operano nelle costruzioni (82%). Le difficoltà sembrano essere più evidenti per le micro imprese con un numero di dipendenti che va da 1 a 9. I criteri applicati per la concessione dei crediti o per l'apertura di linee di credito si sono notevolmente irrigiditi secondo il 56% degli imprenditori. Anche in questo caso le condizioni più aspre sono quelle evidenziate da chi vive nel Mezzogiorno (66%) e da chi ha un'impresa di costruzioni (70%), mentre le banche sembrano aver avuto un atteggiamento un po' più morbido, ma comunque non accomodante, con chi lavora nella pubblica amministrazione (la sottolineatura dell'irrigidimento si ferma al 41%). "Le previsioni per il futuro sono nere, anzi nerissime - afferma la Cna - poche le speranze di miglioramento. Anzi, nella maggioranza degli intervistati (58%), è netta la previsione di un peggioramento dei rapporti con le banche. Da un punto di vista di dimensione aziendale, il futuro sembra essere particolarmente critico per le aziende medie (20-49 addetti) e per le micro-imprese".

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