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pubblicato il 15/gen/2014 10:01

Crisi: Cisl, 120 mila lavoratori coinvolti in aziende in crisi

(ASCA) - Roma, 14 gen 2014 - I tavoli di confronti aperti al Mise per aziende in crisi sono 159 e coinvolgono 120 mila lavoratotiLa ristrutturazione del sistema produttivo va accompagnata con politiche mirate. Lo si legge nei dati del monitoraggio degli Osservatori Industria e Mercato del Lavoro del sindacato.

All'inizio del 2014, spiega il segretario confederale della Cisl, Luigi Sbarra, l'unita' di crisi presso il Ministero dello Sviluppo Economico ha in carico un totale di 159 tavoli di confronto aperti per aziende in crisi, che coinvolgono circa 120.000 lavoratori.

Il numero di esuberi ammonta in media al 15% dei lavoratori delle imprese, 18 delle quali (per 2.300 dipendenti) hanno dichiarato la cessazione di attivita'. Nel 2013 sono stati sottoscritti 62 accordi che hanno consentito di evitare oltre 12.000 riduzioni di organico. ''Tra i tavoli di crisi che da gennaio 2014 vedranno impegnati il Ministero dello Sviluppo Economico e i sindacati, vi sono aziende e marchi storici per il Paese, in tutti i settori produttivi - aggiunge Sbarra -: dall'elettronica alle ceramiche, dal tessile alle energie rinnovabili, dalla chimica all'elettrodomestico, fino all'automotive.Inoltre sono in atto pesanti ristrutturazioni in Finmeccanica e Fincantieri, su cui abbiamo aperto un confronto con il Governo''.

La ristrutturazione del sistema produttivo - prosegue Sbarra - va accompagnata da politiche mirate, fra le quali la spesa per infrastrutture, il sostegno alle ristrutturazioni, alla ricerca, all'innovazione ed ai processi d'internazionalizzazione ed export appaiono assolutamente prioritari. La crisi non si affronta solo con strategie di difesa ed alzando barriere, ma con politiche attive del lavoro e la riqualificazione delle persone con difficolta' occupazionale e facendo leva sulla capacita' di innovazione di cui un sistema evoluto e moderno e' capace. Il fattore piu' rilevante d'innovazione e' rappresentato da un migliore livello di coordinamento tra parti sociali, ambiente economico e ambiente amministrativo: imprese, istituzioni e parti sociali dovrebbero progettare in modo sinergico, per poi operare su fini condivisi, fatta salva l'autonomia dei singoli soggetti''. ''I provvedimenti che riteniamo, a breve, maggiormente efficaci, sono - aggiunge il sindacalista -: un ampio credito d'imposta per le imprese che investono e l'utilizzo ottimale delle risorse della nuova programmazione dei Fondi Strutturali Europei''.

sen/

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