mercoledì 25 gennaio | 03:14
pubblicato il 19/apr/2013 14:14

Crisi: Cia, costi produttivi e oneri sociali soffocano imprese agricole

(ASCA) - Roma, 19 apr - ''Ormai e' una vera e propria emorragia Nel primo trimestre dell'anno oltre 13 mila imprese agricole sono state costrette a chiudere, soffocate dai costi sempre piu' alle stelle. Tra mezzi di produzione (concimi, mangimi, sementi, antiparassitari, gasolio), oneri contributivi e burocratici, siamo in presenza di un peso insostenibile. A questi si aggiunge la 'mannaia' dell'Imu sui fabbricati rurali e sui terreni e la mancanza di una politica agricola mirata allo sviluppo e alla competitivita'''. Lo sostiene il presidente della Cia (Confederazione italiana agricoltori), Giuseppe Politi, in merito ai dati resi noti da Unioncamere.

''Una situazione disastrosa alla quale bisogna porre al piu' presto rimedio. Ed e' per questo - aggiunge - che sollecitiamo subito un governo autorevole in grado di sviluppare una strategia che ci porti fuori dalla crisi e apra cosi' nuove prospettive di crescita''. ''Oggi i costi produttivi - avverte Politi - incidono sulla gestione aziendale agricola, in media, tra il 60 e l'85 per cento per cento. Non solo. A questi aumenti si sono aggiunti anche gli oneri previdenziali (in poco meno di due anni +26 per cento) e quelli di carattere burocratico. Oneri pesanti che si traducono in forte ostacolo alla crescita economica delle imprese, con un'incidenza negativa notevole sull'occupazione e la competitivita'''. ''Inoltre, mentre si fa sempre piu' forte la stretta creditizia (-22 per cento di finanziamenti al settore in un anno) - continua il presidente della Cia - crescono le situazioni debitorie delle imprese. Ad oggi, infatti, ben due aziende agricole su tre sono gravate da debiti e tre su dieci non riescono piu' a fronteggiarlo, con il rischio di finire nella rete dell'usura e della criminalita' organizzata''.

''Tutto questo scoraggia le imprese, gettandole nella disperazione, e certo l'Imu e' stato un ulteriore ''carico da novanta'. Ma l'agricoltura e' fondamentale per il Paese. Ecco perche' insistiamo - conclude Politi - sull'esigenza di una svolta che soltanto un governo forte politicamente puo' dare.

Da qui il nostro invito affinche' si faccia presto. E' a rischio il futuro di migliaia di imprese agricole''.

com/gc

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