martedì 28 febbraio | 00:02
pubblicato il 15/mar/2014 11:13

Crisi: Cgia, dei 10 mld di tagli a Irpeg 9 saranno spesi per acquisti

Crisi: Cgia, dei 10 mld di tagli a Irpeg 9 saranno spesi per acquisti

(ASCA) - Roma, 15 mar 2014 - Dei 10 miliardi di tagli all'Irpef che a partire dal prossimo mese di maggio ''appesantiranno'' le buste paga dei lavoratori dipendenti italiani con un reddito inferiore ai 25.000 euro, quasi 9 miliardi, stima la Cgia, verranno spesi per fare nuovi acquisti.

La Cgia e' giunta a questo risultato analizzando i dati relativi alla propensione media al consumo delle famiglie degli operai e degli impiegati che beneficeranno dei tagli dell'Irpef. Se le famiglie interessate dalla sforbiciata dell'Irpef manterranno una propensione al consumo media individuata sulla base dell'ultima indagine campionaria che, secondo la Banca d'Italia, e' pari all'88,6 per cento, dei 10 miliardi in piu' che questi italiani riceveranno in busta paga, 8,86 saranno spesi per fare nuovi acquisti, mentre i restanti 1,14 miliardi verranno risparmiati. Quali saranno i settori che beneficeranno di questa ripresa dei consumi? ''Innanzitutto gli alimentari e le bevande - fa sapere il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi -. La spesa per questo settore aumentera' di oltre 2,3 miliardi di euro. Altri 2 miliardi interesseranno i trasporti e quasi 1,3 miliardi gli altri beni e servizi che includono gli acquisti dei prodotti e dei servizi per la cura della persona, i pasti fuori casa, alberghi, etc.

L'abbigliamento e le calzature registreranno un aumento pari a 670 milioni, mentre i mobili e gli elettrodomestici per la casa un incremento di 588 milioni di euro''. Dalla Cgia ricordano ancora che i consumi delle famiglie rappresentano la principale componente del nostro Pil. Nel 2013 i consumi hanno rappresentato il 60 per cento della ricchezza prodotta in Italia (935 miliardi di euro correnti a fronte di un Pil di 1.560 miliardi di euro correnti).

''Dall'inizio della crisi alla fine del 2013 - segnala Giuseppe Bortolussi - i consumi delle famiglie italiane al netto dell'inflazione sono crollati del 7,6 per cento. Cio' vuol dire che la spesa, in valore assoluto, e' diminuita di 66,5 miliardi di euro. A subire la contrazione piu' forte sono stati i beni durevoli: tra il 2007 e il 2013 la contrazione e' stata del 28,1 per cento. Renzi - conclude Bortolussi - ha fatto bene a lasciare piu' soldi in tasca ai redditi piu' bassi. Solo rilanciando la domanda interna abbiamo la possibilita' far ripartire la nostra economia, aiutando anche i lavoratori autonomi, gli artigiani, i commercianti e i piccoli imprenditori che vivono quasi esclusivamente dei consumi dei territori in cui operano''. red-gbt

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Alitalia
Alitalia: liquidità al limite, tagli potrebbero salire a 400 mln
Generali
Intesa SanPaolo vola in borsa dopo no a Generali: mercato approva
Ue
Regioni: Lombardia la più competitiva in Italia, 143esima in Ue
Borsa
In bilico fusione Lse-Deutsche Borse, nodo mercato titoli Stato
Altre sezioni
Salute e Benessere
Malattie rare, Scaccabarozzi: 560 farmaci in sviluppo nel mondo
Motori
L'agricoltura del futuro: Case IH presenta il trattore autonomo
Enogastronomia
Premio Ercole Olivario, in gara 174 etichette da 17 Regioni
Turismo
Boom degli affitti brevi in ambito turistico e non solo (+30%)
Energia e Ambiente
E.ON:Per 6 italiani su 10 ideale per la casa è l'energia solare
Moda
Nuova linea ready-to-wear de La Perla: sensuali giacche corsetto
Scienza e Innovazione
Fisica, Masterclass: 3000 studenti alla scoperta delle particelle
TechnoFun
Google crea strumento intelligenza artificiale anti-trolls
Sistema Trasporti
Da UNRAE protocollo costruttori-scuole per formare autisti hi-tech