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pubblicato il 14/nov/2011 12:42

Crisi/ Bundesbank: Rendimenti Btp non sono questione così enorme

Weidmann a FT: Acuta crisi fiducia Italia va risolta dal governo

Crisi/ Bundesbank: Rendimenti Btp non sono questione così enorme

Roma, 14 nov. (askanews) - No secco dalla Banca centrale tedesca a un rafforzamento degli aiuti da parte della Bce ai titoli di Stato dei paesi dell'area euro sotto tensione, tra cui l'Italia. E in una intervista al Financial Times il governatore dell'influente istituzione teutonica, Jens Weidmann mette in guardia dal trarre "conclusioni affrettate" sulle conseguenze che le impennate dei rendimenti dei Btp hanno sul Belpaese. "Certamente questi livelli non sono sostenibili sul lungo periodo, in assenza di disciplina di bilancio e se la crescita economica resta debole. Ma sul breve termine - ha detto - non penso che siano una questione così rilevante". Secondo il banchiere centrale tedesco, 43enne, che come tutti i governatori di banche centrali dell'area euro siede nel direttorio della Bce, l'Italia soffre di "una acuta crisi di fiducia" ed è una questione che "solo il governo italiano può risolvere attuando quel che è stato annunciato. L'Italia è molto diversa dalla Grecia sotto numerosi aspetti e sono fiducioso che sarà in grado di onorare i suoi impegni". In ogni caso l'esponente tedesco prende una posizione analoga a quelle che durante il fine settimana si sono viste da diversi altre voci della Bce: vengono respinte le pressioni affinché l'istituzione aumenti le sue manovre di sostegno ai titoli di Stato dei paesi dell'area euro sotto tensione. La Bce non deve quindi diventare "un prestatore di ultima istanza", anche perché secondo Weidmann questo le viene espressamente vietato dai trattati europei. "Abbiamo un mandato", che è quello di garantire la stabilità dei prezzi "e ci atteniamo a a quel mandato". Il banchiere centrale tedesco ribadisce che fin dall'avvio il programma di acquisti di titoli di Stato era concepito come limitato e temporaneo, e diretto esclusivamente a garantire la corretta trasmissione delle linee di politica monetaria, che possono essere compromesse dalla tensioni dei mercati. Nei giorni scorsi si era ipotizzato che la Bce fosse intervenuta a sostegno dei Btp in concomitanza del superamento di alcune soglie critiche sui rendimenti, come il 6,7 per ceno e il 7 per cento. Ipotesi che Weidmann indirettamente respinge. "Non è certamente compatibile con il nostro mandato" stabilire un rendimento limite sui bond di un paese. "Finiremmo per garantire un costo di rifinanziamento - ha detto - che non si potrebbe sostenere non essere un rifinanziamento monetario" cioè della stessa Bce.

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