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pubblicato il 11/set/2013 12:00

Crisi/ Barroso cita ripresa ovunque, salvo che in Italia

"Oggi rischio maggiore è politico, mancanza stabilità e coerenza"

Crisi/ Barroso cita ripresa ovunque, salvo che in Italia

Strasburgo, 11 set. (askanews) - "In questo momento di ripresa economica fragile, il rischio più grande che vedo è politico, è la mancanza di stabilità, di perseveranza, di coerenza", da parte dei responsabili politici europei. Lo ha detto il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, oggi a Strasburgo durante il suo discorso sullo Stato dell'Unione davanti all'Europarlamento. Barroso ha passato in rassegna i segnali positivi dell'ultimo trimestri in quasi tutti i paesi colpiti più duramente dalla crisi, salvo che in Italia, dove il Pil resta di segno negativo. "Qualunque dubbio dei governi sulle riforme da portare avanti viene subito punito dai mercati, mentre le riforme attuate sono subito apprezzate", ha aggiunto il presidente della Commissione, citando poi il trattato sulla costanza dell'umanista del sedicesimo secolo Justus Lipsius, a cui è dedicato il palazzo del Consiglio Ue. "Un anno fa - ha continutato Barroso - dissi che nonostante gli sforzi da noi fatti contro la crisi non avevamo convinto cittadini e mercati; un anno dopo la fiducia sta tornando sui mercati e tra i consumatori, gli 'spread' sono calati e i paesi più vulnerabili alla crisi si stanno impegnando in riforme che stanno cominciando a portare frutti. In Spagna le esportazioni sono crescite e rappresentano il 33% del Pil, il livello più alto da quando c'è l'euro; l'Irlanda, al terzo anno di crescita, è riuscita a tornare sui mercati dei capitali e le sue imprese stanno ricominciando ad assumere; in Portogallo la crescita è di ritorno; la Grecia ha operato correzioni di bilancio notevoli e quest'anno dovrebbe avere un avanzo primario; Cipro sta attuando nei tempi i programmi concordati, che sono un requisito per la crescita. Per tutta l'Europa - ha concluso il presidente della Commissione - la ripresa è più vicina, e anche se bisogna restare realisti, una rondine non fa primavera, e neanche un bel trimestre, non sottovalutiamo i risultati positivi". Per Barroso, ora, l'Ue deve concentrare i propri sforzi su due obiettivi: lottare contro la disoccupazione giovanile e realizzare l'unione bancaria.

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