martedì 28 febbraio | 08:44
pubblicato il 15/nov/2011 11:24

Crisi/ Ancora allarme Btp, tassi sfiorano 7%,su spread giù Borse

Milano arriva a calare di quasi il 3%, poi si modera al -1,73%

Crisi/ Ancora allarme Btp, tassi sfiorano 7%,su spread giù Borse

Roma, 15 nov. (askanews) - E' di nuovo alta tensione sui mercati europei, con le pressioni che continuano ad accumularsi sui titoli di Stato dell'Italia, spedendone nuovamente i rendimenti a livelli da allarme rosso, che ora si accompagnano da quello che può apparire come un temuto effetto contagio anche sulle emissioni di Spagna e Francia (partendo da livelli di rendimento ben più contenuti nel caso francese). Negli scambi mattutini i tassi retributivi dei Btp a 10 anni di scadenza sono arrivati a toccare il 6,93 per cento, a un soffio da quel 7 per cento guardato con massima allerta in quanto fu una volta superato questo livello che Grecia, Irlanda e Portogallo tirarono avanti per un po' e poi si rassegnarono a chiedere aiuti. Il differenziale (spread) di rendimento dei Btp rispetto ai Bund è risalito oltre la soglia allarmistica dei 500 punti base, o 5 punti percentuali, con un picco a 518 punti. Sembra così svanire l'iniziale effetto positivo che ieri mattina sui mercati aveva accolto con calmieramenti la designazione di Mario Monti a nuovo premier, salvo invertirsi già nel pomeriggio. E a Milano i ribassi partiti già ieri a metà seduta oggi proseguono e anzi si aggravano, toccando i 3 punti percentuali in mattinata per poi moderarsi ad un meno 1,73 per cento del Ftse-Mib a tarda mattina. Intanto Londra si attesta al meno 0,77 per cento, Parigi al meno 1,33 per cento, Francoforte al meno 1,61 per cento. L'euro si indebolisce finendo sotto 1,36 dollari, a 1,3565 a metà mattina. Il tutto in una seduta in cui i dati sul Pil sembrano offrire una cupa prospettiva dei rischi che sta correndo l'area valutaria: Francia e Germania sono infatti riuscite a mettere a segno rimbalzi, rispettivamente dello 0,4 per cento e dello 0,5 per cento dai tre mesi precedenti, lasciandosi alle spalle la maggior parte degli altri Stati, in particolare quelli della periferia che restano sotto tensione.

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