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pubblicato il 29/ott/2013 12:02

Crisi: Acri, crescono gli sfiduciati dell'euro dal 28% al 39%

Crisi: Acri, crescono gli sfiduciati dell'euro dal 28% al 39%

(ASCA) - Roma, 29 ott - Crescono gli sfiduciati dell'euro dal 28% degli itlaiani al 39%. Lo rileva l'Acri che ha realizzato una indagine in collaborazione con l'Ipsos in occasione della 89esima Giornata Mondiale del Risparmio che si tiene domani a Palazzo della Cancelleria. Continua a crescere la fiducia sulle prospettive future dell'economia europea: se nel 2011 - si legge nel 'Rapporto' presentato dall'Acri 'gli Italiani e il Rispamio' - i pessimisti (35%) sopravanzavano di 3 punti percentuali i fiduciosi (32%), nel 2012 avevamo assistito all'inversione di tendenza con i fiduciosi che superavano di ben 11 punti i pessimisti (il 36% di ottimisti contro il 25% di pessimisti); nel 2013 abbiamo un saldo positivo di 14 punti percentuali, con i fiduciosi attestati al 37%, i pessimisti al 23%, coloro che ritengono che la situazione rimarra' statica al 34%, mentre il 6% non sa cosa dire.

Per quanto riguarda la fiducia nell'Unione Europea i fiduciosi (54%) prevalgono ancora, ma sono in costante calo, persino presso i lavoratori direttivi, solitamente i piu' europeisti (i fiduciosi sono il 48% rispetto al 56% del 2012). Anche riguardo all'Euro diminuisce il numero di coloro che sono convinti che essere ancora nella moneta unica tra 20 anni sarebbe un vantaggio: scendono dal 57% al 47%; crescono invece dal 28% al 39% coloro che pensano sarebbe uno svantaggio.

La fiducia riguarda anche l'economia mondiale nel suo complesso: nel 2011 gli ottimisti erano di 2 punti sopra i pessimisti (il 33% di ottimisti contro il 31% di pessimisti), nel 2012 siamo arrivati a +15 punti percentuali (il 37% di ottimisti contro il 22% di pessimisti), nel 2013 a +12 punti percentuali, con una perdita di 3 punti che, tuttavia, non e' legata a un incremento dei pessimisti (anche nel 2012 erano il 22%) bensi' a un aumento di coloro che non si attendono variazioni (il 32% ritiene che la situazione rimarra' uguale, con un progresso di 3 punti percentuali sul 2012).

A livello complessivo (considerando il futuro personale, locale, nazionale, europeo e mondiale) il 40% degli Italiani e' ottimista circa il futuro contro il 41% di pessimisti (il restante 19% e' in equilibrio): il saldo negativo di un punto percentuale si confronta con quello positivo di 7 punti percentuali del 2012. Nel complesso quindi il pessimismo e' superiore al 2012 ma risulta assai inferiore a quello del 2011 (ove i pessimisti sopravanzavano gli ottimisti di 14 punti percentuali). ram

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