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pubblicato il 29/ott/2013 12:00

Crisi: Acri, colpisce piu' di 1 famiglia su 4, soffre 68% pensionati

Crisi: Acri, colpisce piu' di 1 famiglia su 4, soffre 68% pensionati

(ASCA) - Roma, 29 ott - La crisi colpisce piu' di una famiglia su 4, praticamente il 26% dei nuclei familiari del nostro paese, mentre il 68% dei pensionati sono in difficolta', i liberi professionisti, manager e dirigenti, sentono per la prima volta piu' acuta la riduzione del potere d'acquisto: gli italiani non pensano che la situazione possa cambiare in breve tempo: poco meno di 3 italiani su 4 ritengono che per tornare ai livelli pre-crisi ci vogliano almeno 3-4 anni. Le difficolta' hanno portato verso nuovi equilibri sul fronte dei consumi, si riducono gli acquisti d'impulso, si contraggono le scorte, le spese voluttuarie si concentrano in pochi momenti dell'anno, cosi' nel paese si e' ulteriormente rafforzata la consapevolezza dell'importanza del risparmio, guardato sempre piu' come uno strumento funzionale allo sviluppo dell'economia reale piuttosto che alla finanza. E' quanto emerge dal Rapporto su 'Gli italiani e il Risparmio', realizzato dall'Acri in collaborazione con l'Ipsos, in occasione della 89esima Giornata Mondiale del Risparmio, che si svolge domani a Palazzo della Cancelleria, alla presenza del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco e del ministro dell'economia Fabrizio Saccomanni. Il 'Rapporto' e stato presentato oggi nella sede dell'Acri, alla presenza di Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo e dell'Associazione che raggruppa tutte le Fondazioni di origine bancaria.

Il 61% degli Italiani ritiene che il risparmio sia fondamentale per dare la possibilita' alle imprese di assumere (nel 2011 lo riteneva fondamentale solo il 36%), il 46% lo reputa fondamentale per dare alle imprese la possibilita' di investire in ricerca e innovazione (nel 2011 era il 33%), il 42% per finanziare le imprese in generale (nel 2011 era il 24%). Quindi, ''nell'opinione degli italiani, il settore bancario e finanziario deve svolgere primariamente il ruolo di intermediario tra risparmio dei cittadini e finanziamento delle imprese italiane'', specie - si legge nel documento - quelle che si ingrandiscono e percio' assumono lavoratori o che investono in innovazione e ricerca, secondariamente delle famiglie italiane, anche se la possibilita' per le famiglie di far ricorso ai prestiti bancari, soprattutto nelle emergenze e imprevisti, risulta fondamentale per il 35% degli Italiani e importante per un altro 54%.

Rispetto al 2009 - anno in cui la crisi si e' pienamente conclamata - si sono infatti piu' che dimezzati coloro che associano il risparmio all'economia finanziaria, passando dal 29% di allora al 14% di oggi, e allo stesso tempo quelli che associano il risparmio all'economia reale sono cresciuti dal 60% all'82%.

ram

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