mercoledì 07 dicembre | 15:52
pubblicato il 05/dic/2013 12:00

Crescono i brevetti italiani "green" in Europa (+5,4%)

Ma serve più dialogo tra ricerca pubblica e imprese

Crescono i brevetti italiani "green" in Europa (+5,4%)

Roma, 5 dic. (askanews) - Negli ultimi cinque anni i brevetti italiani a tecnologia "green" registrati in Europa sono cresciuti del 5,4% e quelli nelle Ket (dall'inglese Key Enabling Technologies) dell'1,1%; un dato che vale più di quel che appare, visto che le cosiddette "tecnologie abilitanti" sono ritenute capaci di innescare processi di innovazione accelerata in modo trasversale in più settori produttivi. Questi alcuni dei dati resi noti oggi, a Milano, nel corso del "Forum dell'Innovazione delle Camere di commercio", organizzato da Unioncamere con la collaborazione della Camera di commercio del capoluogo lombardo. Allargando lo sguardo al periodo compreso tra il 1999-2012, l'Ufficio Europeo dei Brevetti ha pubblicato più di 14.000 domande di brevetto italiane riconducibili alle Ket, pari al 27,9% di tutta l'attività brevettuale italiana rivolta al mercato europeo. La distribuzione di queste tecnologie evidenzia una forte specializzazione nella Manifattura avanzata (69,5% delle domande di brevetto), a cui seguono i Materiali avanzati (10,2%), la Fotonica (7,4%), le Biotecnologie (6,8%), la Micro e nanoelettronica (5,7%) e le Nanotecnologie (0,4%). Sempre nello stesso periodo, una quota pari al 5,5% delle domande di brevetto italiane pubblicate dall'EPO rientra nei settori della green economy, da più parti considerati ambiti con forti opportunità di sviluppo e di investimento e ormai parte integrante del modello di sviluppo delle imprese italiane più dinamiche sui mercati internazionali. Nonostante la generale contrazione nel numero di domande italiane di registrazione presso gli uffici europei (passate dalle 4.423 del 2008 alle 3.819 del 2012, con una riduzione media annua del 3,6% nell'arco del quinquennio), in questi ultimi anni il nostro Paese ha incrementato lo sviluppo tecnologico su settori applicativi che la Commissione Europea reputa a forte valenza strategica, con ricadute positive sia sulla competitività delle nostre imprese sia sulla capacità - in prospettiva - di attrarre capitali in cerca di idee e progetti imprenditoriali a forte capacità di sviluppo. Un dato ancora più significativo se si considera il periodo di crisi cui si riferisce e che - secondo un dossier presentato nel corso dei lavori - in tutti i settori, meno nell'edilizia, le imprese che hanno innovano lo hanno fatto nell'organizzazione, nel marketing, nel design. Una conferma dell'orientamento sempre più marcato del nostro sistema produttivo verso la cosiddetta "soft innovation", l'innovazione non solo tecnologica industriale ma anche e soprattutto nelle componenti intangibili della competitività.

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Mps
Mps: domani Cda dopo incontro Bce. Sale ipotesi intervento Stato
Mps
Mps: Vigilanza Bce studia proroga fino a 31 gennaio
Banche
Banche, Dombrovskis: l'Italia è preparata se e quando servisse
Bce
Il direttorio Bce decide giovedì su proroga al piano di stimoli
Altre sezioni
Salute e Benessere
Robot indossabile ridà capacità di presa a persone quadriplegiche
Enogastronomia
Domenica 11 dicembre Cantine aperte a Natale
Turismo
Con Volagratis Capodanno low cost da Parigi al Mar Rosso
Lifestyle
Giochi, Agimeg: nel 2016 raccolta supera i 94 miliardi (+7,3%)
Moda
Per Herno nuovo flagship store a Seoul
Sostenibilità
Roma, domani al via la terza "Isola della sostenibilità"
Efficienza energetica
Natale 2016, focus risparmio energetico e trionfo regalo Hi-tech
Scienza e Innovazione
Ricerca, da 2018 l'ERC tornerà a finanziare team multidisciplinari
Motori
Nuova Leon Cupra, più potenza e migliori prestazioni