martedì 28 febbraio | 18:42
pubblicato il 28/nov/2013 15:21

Credito: Fedart, accesso resta difficile per artigiani e Pmi

(ASCA) - Roma, 28 nov - Resta difficile l'accesso al credito per artigiani e Pmi, e' questa l'analisi di Fedart, presentata oggi a Roma, in occasione della Convention annuale di Fedart-Fidi (Federazione Nazionale Unitaria dei Confidi dell'artigianato. Si tratta di uno studio che, attraverso i dati consolidati al 31 dicembre 2012 e una prima analisi congiunturale al 30 giugno 2013, illustra i dati piu' recenti sullo stato del credito in Italia, visto dallo specifico punto di vista del rilascio delle garanzie.

Il tasso lordo di sofferenza e' letteralmente schizzato al 9,3%, dal 6,3% del 2011.

Per la prima volta dall'avvio della crisi l'incidenza dei finanziamenti concessi alle imprese artigiane con la garanzia dei Confidi ha registrato una contrazione, in parte dovuta anche alla riduzione del credito bancario erogato a questa tipologia di imprese. Si e' ridotto il volume dei finanziamenti garantiti nel corso dell'anno, che per la prima volta dall'avvio della crisi si attesta al di sotto dei 6 miliardi di euro, pur a fronte di un aumento delle imprese associate, segno che la garanzia dei Confidi e' ancora uno strumento utile per l'accesso al credito delle Pmi. Le difficolta' che segnano il credito sono ulteriormente confermate dalla ormai marcata prevalenza del credito a breve termine su quello con una scadenza di medio e lungo termine, utilizzato per finanziare gli investimenti. Il sistema ha in essere 6,6 miliardi di euro di garanzie complessive, sostanzialmente stabili rispetto al periodo precedente. Le mancate erogazioni dei finanziamenti corrispondenti da parte del sistema bancario restano elevate: solo i due terzi delle garanzie deliberate dai Confidi sono state effettivamente erogate. Questo rilevante gap conferma la difficolta' di accesso al credito delle piccole imprese, pur in presenza di una quota di garanzia offerta dal Confidi su ogni finanziamento che ha segnato un incremento di oltre 1,5 punti percentuali rispetto all'anno precedente (46,7%).

Fedart ha elaborato alcune proposte di intervento che sta portando all'attenzione di tutti i soggetti coinvolti e sui cui auspica che le Istituzioni vogliano far convergere la propria attenzione.

Azioni sulle quali la Federazione stessa ha ritenuto opportuno offrire il proprio contributo di esperienza e di competenze per avanzare un insieme sistematico e interrelato di proposte progettuali. Fedart ha infatti elaborato un set di quattro proposte di intervento, d'intesa con Assoconfidi, volte a rafforzare il sistema sia nel breve termine con interventi straordinari sia in una prospettiva piu' ampia mediante azioni strutturali.

Gli interventi straordinari mirano ad accrescere la dotazione patrimoniale del sistema prevedendo l'erogazione di un contributo di importo proporzionale al volume di garanzie e a liberare una quota delle garanzie gia' in essere.

Le azioni strutturali sono tese a rafforzare la presenza dei Confidi sul Fondo Centrale, cosi' da massimizzare gli effetti positivi che derivano dall'operativita' in controgaranzia.

Cio' si realizzerebbe dando attuazione all'operativita' per portafogli prevista dal Decreto Monti, innalzando la riserva a favore della controgaranzia e ripristinando la percentuale piu' elevata, in vigore fino a pochi mesi fa, per l'intervento del Fondo sulla controgaranzia.

A queste proposte se ne aggiunge una quinta, portata avanti con la partnership di Unioncamere, volta a introdurre un riordino di tutta la normativa, al fine di renderla coerente con il complesso processo evolutivo da cui il sistema dei Confidi e' stato interessato nell'ultimo decennio. Lo strumento sarebbe quello di una Legge Delega, che sancirebbe a livello normativo alcuni principi fondamentali: i principi di proporzionalita' e di specificita', una piu' ampia tutela del carattere accessorio della garanzia e l'eliminazione delle duplicazioni.

com/red

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