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pubblicato il 11/gen/2014 12:38

Credito: CsC, prosegue caduta prestiti in 2014. Inversione da 2015

Credito: CsC, prosegue caduta prestiti in 2014. Inversione da 2015

(ASCA) - Roma, 11 gen 2014 - In Italia la caduta dei prestiti bancari alle imprese e' stata finora del 10,5% dal picco del settembre 2011, pari a -96 miliardi. Il Centro studi di Confindustria stima che proseguira' quest'anno: -1,0% (-8 miliardi). Nel 2015, invece, si registrera' un aumento del 2,8% (+22 miliardi). Le previsioni degli economisti di viale Astronomia si basano sull'evoluzione nei bilanci bancari del rischio di credito (oggi ai massimi), della capacita' di generare utili (ai minimi), dei ratio di capitale e della raccolta. Il CsC spiega che affinche' l'inversione di tendenza si verifichi e' ''cruciale che la valutazione e i test effettuati dalla Bce confermino la solidita' dei bilanci bancari cosi' da infondere fiducia negli istituti italiani da parte degli investitori e da abbassare la loro avversione al rischio''. Gli economisti dell'associazione datoriale ipotizzano poi un secondo scenario, ''meno probabile'', nel caso in cui l'analisi della Bce non sortisse questi esiti positivi. In questo scenario ''avverso'', i prestiti scenderebbero del 4,9% nel 2014 (-40 miliardi) e il credit crunch proseguirebbe anche nel 2015 (-1,3%, pari a -10 miliardi). I prestiti alle imprese in Italia stanno calando piu' del Pil nominale gia' da due anni: il rapporto prestiti/Pil e' sceso a 52,8% nel 4* trimestre 2013 (stime CsC), da 58,3% nel 3* 2011, tornando ai livelli di fine 2007. Se prolunghiamo al biennio 2014-2015 l'andamento dei prestiti con i risultati delle simulazioni qui realizzate e quello del Pil nominale con le previsioni CsC, risulta che il rapporto continuerebbe a scendere nel 2014, mentre nel 2015 si stabilizzerebbe nello scenario positivo (a 51,0%) e calerebbe ancora in quello negativo (a 47,1%). Il grado di indebitamento bancario delle imprese italiane e' lontano dai picchi raggiunti nel 2011, pur restando sopra i valori di fine anni Novanta. In Spagna e' molto piu' alto, anche se scende piu' rapidamente (72% nel 2013, da 95% nel 2009; 44% nel 1999). In Germania, viceversa, e' molto piu' basso (29% nel 2013, da 37% nel 1999). Con il calo dei prestiti bancari, le imprese italiane hanno sempre piu' necessita' di reperire risorse da fonti alternative per finanziare la prevista ripartenza degli investimenti nei prossimi anni. red-drc/gbt

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