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pubblicato il 08/ott/2014 11:19

Corteo a Milano contro Jobs Act, Landini: "Occuparemo le fabbriche"

Corteo a Milano contro Jobs Act, Landini: "Occuparemo le fabbriche"

Roma, 8 ott. (askanews) - "Siamo pronti ad occupare le fabbriche". Lo ha detto Maurizio Landini, leader Fiom, in diretta ad Agorà mentre è in corso la manifestazione indetta dalla Fiom nel giorno del vertice europeo sul lavoro che si tiene a Milano. "Quello che ci stanno chiedendo adesso - ha detto - è di abbassare i salari e di accettare i licenziamenti. Quindi, visto che le vertenze si stanno facendo al ministero del Lavoro, e mi riferisco a Termini, alla Thyssen, che non venga in mente al governo di accettare le proposte, di fare lui le mediazioni dove si abbassa il salario perché una logica di questo tipo non è accettabile e siccome molte multinazionali ci stanno ponendo questo problema, è chiaro che noi per difendere il lavoro con i diritti, non escludiamo assolutamente nulla. E, se necessario, anche forme di occupazione delle fabbriche che servono a difendere il lavoro". Sono migliaia i lavoratori che sono partiti intorno alle 10 da piazzale Lotto a Milano per la manifestazione. Un gruppetto di antagonisti ha effettuato un blitz nella sede dell'ufficio del lavoro di via Mauro Macchi srotolando uno striscione e accendendo un paio di fumogeni. La notizia è stata data da manifestanti dal camion che apre il corteo della Fiom partito intorno alle 10 da piazzale Lotto, e poi confermata dalle forze dell'ordine. Il blitz ha creato solo un po' di confusione ma non è di fatto successo nulla, dopo l'azione dimostrativa i giovani si sono dileguati. Nella notte, invece, a Roma manifestazione lampo al ministero del Lavoro degli studenti della Rete della conoscenza contro l'approvazione al Senato del "Jobs Act": un gruppo di ragazzi ha srotolato uno striscione con la scritta "#Non servi. La precarietà è il problema. Il Jobs Act non è la soluzione". A Milano ad aprire il corteo c'è il segretario generale Maurizio Landini e il segretario della Camera del lavoro di Milano Graziano Gorla. Dietro di loro decine di lavoratori delle principali aziende metalmeccaniche della Lombardia e alcune delegazioni provenienti anche da altre regioni del centro-nord. Le parole d'ordine scandite dai manifestanti sono quelle sentite in questi giorni contro il Jobs act e cioè per la riduzione dei diritti e dei salari, contro la precarietà, la libertà di licenziare e la delocalizzazione e sul versante internazionale la condanna dei trattati sul libero scambio "che consegnano alle multinazionali poteri superiori a quelli degli Stati". Il corteo, che si sta svolgendo in maniera pacifica, è chiuso dallo spezzone dei centri sociali. Secondo il programma il corteo dovrebbe arrivare in piazza Firenze dopo un giro lungo le strade del quartiere Fiera. Int8

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