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pubblicato il 22/feb/2011 17:00

Corte Conti/ No a ddl intercettazioni, corruzione patologia-Punto

Reati +30%.Da federalismo squilibri e incertezze.Allarme crescita

Corte Conti/ No a ddl intercettazioni, corruzione patologia-Punto

Roma, 22 feb. (askanews) - Ddl intercettazioni, legge Cirielli e ddl sui processi brevi non combattono la corruzione, anzi possono essere un "ostacolo" perchè "consentono una profonda alterazione di principi di certezza del diritto". La Corte dei Conti, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2011 alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, ha smontato uno ad uno gli interventi del governo in materia di giustizia e ha lanciato l'allarme sulla corruzione nella P.A., fenomeno in costante aumento, con una crescita dei reati nel 2010 del 30,22% rispetto all'anno precedente. "La corruzione e le frodi - ha detto il procuratore generale della magistratura contabile Mario Ristuccia - sono patologie che continuano ad affliggere la pubblica amministrazione". Al dilagare della corruzione potrebbe contribuire anche il federalismo fiscale, riforma sulla quale la Corte esprime un giudizio a luci e ombre. Il dubbio è, ha osservato Ristuccia, se il decentramento della spesa pubblica possa contribuire ad "aumentare la corruzione quando la vicinanza a interessi e lobbies locali favorisca uno scambio di favori illeciti in danno alla comunità amministrata". Anche il fisco dei Comuni, secondo il presidente della Corte Luigi Giampaolino, può "produrre squilibri in termini della dislocazione territoriale del gettito fiscale, principio cardine del nuovo assetto, e di incertezza sulla sua effettiva invarianza". Più in generale, tuttavia, secondo Giampaolino dal conferimento di beni dallo Stato alle amministrazioni locali possono derivare benefici come "la possibilità di ottenere una migliore redditività dal patrimonio trasferito e la Corte". In sostanza, nel complesso dei suoi interventi la magistratura contabile ha invitato a tenere alta la guardia sulla corruzione e in particolare, tornando alle iniziative del governo sulla giustizia, ha affermato che "le intercettazioni costituiscono uno dei più importanti strumenti investigativi utilizzabili" contro il fenomeno. La Corte ha puntato il dito anche contro la legge Cirielli del 2005 che dimezza i termini di prescrizione per il reato di corruzione (ridotti da 15 a 7 anni e mezzo), con il risultato che "molti dei relativi processi si estingueranno poco prima della sentenza finale". E ha attaccato anche il ddl sui processi brevi: "Si resta perplessi di fronte a recenti leggi che consentono una profonda alterazione di principi di certezza del diritto", ha affermato il procuratore generale. Dai giudici contabili è arrivato anche un monito sulla crescita e la spesa pubblica: la crescita economica rallenta nonostante le misure di freno della spesa pubblica e l'aumento delle entrate tributarie. Secondo il presidente Giampaolino è quindi "urgente" un forte impegno in direzione della riqualificazione della spesa introducendo misure più selettive. Nel settore pubblico, ha avvertito ancora la Corte, "continuano a sussistere elementi di criticità e malfunzionamento" in particolare nella sanità dove "si intrecciano con sorprendente facilità veri e propri episodi di malaffare con aspetti di cattive gestioni favorite dalle carenze del sistema dei controlli". Ed è proprio la sanità, insieme agli aiuti comunitari, il settore dove si annida il più alto tasso di corruzione.

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