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pubblicato il 10/lug/2015 15:13

Corsera e Gazzetta dello Sport non escono, sciopero poligrafici

Contro 470 esuberi senza risparmi alternativi e riqualificazione

Corsera e Gazzetta dello Sport non escono, sciopero poligrafici

Roma, 10 lug. (askanews) - Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport assenti dalle edicole oggi, a causa dello sciopero dei lavoratori poligrafici e grafici di Rcs Mediagroup contro i piani di esuberi del gruppo. I relativi siti internet hanno continuato a funzionare e la versione cartacea dei due quotidiani tornerà domani, sabato 11 luglio. Alla base della protesta un inasprimento del confronto tra le rappresentanze dei poligrafici e i vertici della società.

Secondo Roberto di Francesco, segretario nazionale della Uilcom, l'azienda non ha valutato le diverse forme alternative di risparmio possibili, mentre manca qualunque progetto di riqualificazione. "Contestiamo innanzitutto il fatto che si parla di una azienda che continua a avere numero imprecisato di ferie arretrate da smaltire e che continua a far ricorso agli straordinari. In una situazione di questo tipo è quantomeno bizzarro sentir parlare di esuberi e solidarietà - ha detto Di Francesco - che è uno strumento a carico della collettività".

Rcs per parte sua aveva ribadito il mese scorso la volontà di portare avanti un piano di riassetto lanciato nel 2013 che prevedeva 220 milioni di euro di risparmi su tre anni. Sul 2015 questo implica risparmi strutturali pari a 50 milioni di euro sulle attività in Italia, di cui 30 milioni dal costo del lavoro. La società ha proposto il ricorso a contratti di solidarietà per evitare eccedenze, quantificandole in 470 esuberi in tutte le categorie.

Rcs non ha fornito cifre più dettagliate su quanti esuberi riguardino giornali e quanti grafici e poligrafici. Tuttavia secondo fonti vicine alla questione per questi ultimi si tratterebbe di circa 250 posizioni in meno, e a differenza di quanto accaduto con il personale giornalistico del Corsera - in cui gli obiettivi di risparmio sono stati raggiunti senza far ricorso alla solidarietà - i possibili interventi alternativi sono più risicati. Alla Gazzetta infine si prospetta una solidarietà al 13 sul personale giornalistico.

Secondo Di Francesco Rcs ha chiesto il ricorso alla solidarietà nella misura del 25 per cento a grafici e poligrafici. "Noi saremmo anche disponibili a valutare la gestione di eventuali esuberi, ma non con un percorso inverso - ha spiegato - senza partire prima dall'azzeramento di ferie arretrate e degli straordinari, e partendo invece dagli esuberi. Soprattutto, come Uilcom non possiamo accettare l'idea che nel periodo in cui si farebbe ricorso agli ammortizzatori sociali, non si preveda un piano di riqualificazione delle professionalità verso le nuove tecnologie".

Bisogna adeguare la preparazione dei lavoratori ad un contesto che vede la carta stampata contrarsi e le tecnologie digitali e internet svilupparsi. "Altrimenti fra due anni, finita la solidarietà, ci ritroveremmo con tutti gli esuberi di prima, se non di più".

Con un comunicato, i giornalisti del gruppo Rcs hanno espresso solidarietà ai colleghi grafici e poligrafici e condannato l'azione unilaterale dell'azienda che ha minacciato licenziamenti collettivi. Peraltro il coordinamento dei Cdr di Rcs ha rilevato come "i vertici di gruppo, dopo non aver proceduto al secondo aumento di capitale che avrebbe garantito a Rcs lo sviluppo necessario al rilancio, continuano a spingere per un piano di risparmi che ha come uniche leve quelle del costo del lavoro dipendente e della vendita dei gioielli di famiglia (quella già perfezionata del palazzo di via Solferino e quella in trattativa della Libri). Piano di risparmi che serve a coprire i debiti causati da operazioni editoriali che ancora oggi pesano sui conti di Rcs".

"Tutto questo in uno scenario di gruppo che vede la completa assenza di un piano industriale serio - si legge - che punti sull'informazione e sui prodotti editoriali e con il sempre maggior ricorso alle collaborazioni e all'outsourcing in una chiara ottica di precarizzazione del lavoro".

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