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pubblicato il 23/gen/2014 13:35

Cooperazione: Euricse, valore produzione 120 mld, quasi 1,3 mln.. (1upd)

(ASCA) - Roma, 23 gen 2014 - Sono in un numero compreso tra le 55 e le 60.000 le cooperative italiane attive che, unitamente ai loro consorzi, hanno generato a fine 2011 un valore aggregato della produzione superiore ai 120 miliardi e hanno investito oltre 114 milioni di euro (escluse le cooperative che operano nel settore del credito e delle assicurazioni e le societa' di capitali controllate da cooperative). Lo rileva il rapporto Euricse presentato stamane a Roma. A fine 2011 le cooperative occupavano una cifra compresa tra 1.200.000 e 1.300.000 addetti. Se si considerano tutte le posizioni lavorative attivate nel corso d'anno, compresi quindi i lavoratori stagionali, il numero sale a 1.750.000. Gran parte degli occupati (il 67% delle 1.750.000 posizioni lavorative registrate nel 2011, comprensive quindi anche degli stagionali) risulta inoltre assunto a tempo indeterminato, mentre le forme di lavoro piu' atipiche - in particolare quelle del lavoro a progetto - risultano marginali e in tendenziale contrazione.

Le analisi condotte da Euricse evidenziano come il contributo del settore cooperativo sia stato nel 2009 pari al 10% del Pil nazionale e all'11% dell'occupazione, con 143 miliardi di valore aggiunto e quasi 2.500.000 unita' di lavoro (occupati equivalenti a tempo pieno). L'analisi mostra inoltre che la diffusione, e quindi la rilevanza delle cooperative, varia significativamente da settore a settore.

La presenza cooperativa e' rilevante soprattutto nel settore agricolo (dove il contributo al Pil e alle unita' di lavoro sale ad oltre il 40%) e in alcuni comparti dei servizi, sia di natura piu' privata come il commercio e i trasporti, che di interesse pubblico come l'assistenza sociale e la sanita'.

Settore quest'ultimo in cui le cooperative sociali hanno generato nel corso del 2011 un valore della produzione pari a poco piu' di 7 miliardi e investito 5,5 miliardi di euro. Le cooperative ricoprono invece un ruolo marginale nel manifatturiero, con l'eccezione del settore delle industrie alimentari e delle bevande dove pero' operano soprattutto cooperative di imprenditori agricoli e non cooperative di lavoratori. La forma cooperativa si conferma quindi particolarmente idonea o nei settori dove il lavoro e' il fattore strategico o in quelli dove l'aggregazione tra produttori consente, al contempo, di sfruttare le economie di scala e di mantenere un'elevata flessibilita' nei processi produttivi alla base della catena del valore. LE COOPERATIVE NELLA CRISI. L'analisi della recente dinamica del settore cooperativo in Italia segnala innanzitutto la crescita sostenuta del settore, gia' prima della crisi. Sia i dati censuari sia quelli del Registro delle imprese confermano che il numero di cooperative, il fatturato e gli occupati sono cresciuti con continuita' gia' a partire dagli anni '90 e, almeno a partire dal 2000, a tassi superiori a quelli delle imprese di diversa natura, sia private che pubbliche. Una dinamica che non e' solo merito di alcuni settori, ma che ha interessato praticamente tutto il mondo cooperativo, sia pure con alcune punte di rilievo tra cui in particolare l'industria, soprattutto quella alimentare e delle bevande, e la cooperazione sociale.

Nel corso della crisi poi, soprattutto negli anni iniziali, la dinamica delle varie forme cooperative e' stata decisamente diversa da quella delle altre imprese, confermando per tutto il periodo 2008-2011, la funzione anticiclica delle cooperative. Nonostante la crisi, infatti, tutte le variabili di interesse hanno registrato tassi di variazione positivi, sia in generale che nella maggior parte dei settori. Nel complesso nel 2011 la produzione e' aumentata dell'8,2% e gli investimenti del 10,6%. E' aumentato anche il tasso di patrimonializzazione e la maggior parte delle cooperative hanno migliorato il proprio equilibrio economico-finanziario.

Positivo e' stato anche l'andamento dell'occupazione, anche se le fonti statistiche disponibili segnalano tassi di variazione diversi. Secondo i dati elaboratori dal Censis (Censis, 2012) gli occupati in imprese cooperative sarebbero aumentati dell'8% tra il 2007 e il 2011. Stando ai dati INPS sulle posizioni lavorative attivate nel 2011 (comprensive quindi anche degli impieghi di durata inferiore all'anno) dalle cooperative gia' operative nel 2008 (escludendo quindi quelle nate successivamente) l'aumento rilevato dal Censis e' derivato (come si vedra' piu' avanti) soprattutto dalle nuove cooperative vista la quasi stazionarieta' degli occupati nelle cooperative gia' operative prima della crisi (+1,11%).

Andamenti quindi in netto contrasto con la diminuzione di occupati registrata sia dall'insieme delle imprese che nel mercato del lavoro nel suo complesso.

L'analisi comparata con le altre forme imprenditoriali (srl e spa) permette inoltre di osservare che le cooperative sono quelle che hanno registrato la dinamica piu' positiva, in generale e nella maggior parte dei settori. Il confronto tra l'universo delle cooperative e delle societa' per azioni con almeno 500.000 euro di fatturato per il periodo 2006-2010 evidenzia infatti come nel complesso la dinamica del valore della produzione e dei redditi da lavoro delle cooperative si sia discostata in modo netto da quella delle spa sia in ogni singolo anno che nell'intero periodo. Tra il 2006 e il 2010 la crescita del valore aggiunto dell'insieme delle cooperative ha raggiunto il 25% contro il 7% delle spa, mentre quella dei redditi da lavoro e' stata del 30% contro il 13% delle spa.

red/rf

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