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pubblicato il 20/dic/2013 12:43

Contraffazione: Ue, giro d'affari come la droga. 1/4 prodotti dalla Cina

Contraffazione: Ue, giro d'affari come la droga. 1/4 prodotti dalla Cina

(ASCA) - Roma, 20 dic - Il diffondersi di prodotti contraffatti rappresenta ''un grosso ostacolo alla crescita economica''. Queste merci, ''provenienti per 1/4 dalla Cina'', stanno ''danneggiando i marchi autentici'' e causano ''l'aumento della disoccupazione''. Si tratta di un giro di affari ''paragonabile al commercio illegale della droga'' e che in Italia registra ''il maggior numero di sequestri''. Lo ha detto il commissario europeo all'Industria e all'imprenditoria, Antonio Tajani, presentando oggi a Roma la campagna 'No alla contraffazione' promossa da Bruxelles in occasione del Natale, per stimolare la collaborazione tra le diverse autorita' nazionali ed europee nella lotta contro i prodotti falsificati.

''Parliamo di un autentico mercato - ha piegato Tajani - governato dalla malavita e dalle organizzazioni criminali. In Italia si conta il maggior numero di prodotti sequestrati, il che non indica che sia il Paese piu' colpito in Europa, ma quello dove le operazioni di controllo sono piu' efficaci''.

Quest'anno, solo a Roma e in provincia le Fiamme Gialle hanno sequestrato ''44 milioni di prodotti'', in molti casi ''nocivi anche alla salute dei bambini''. Per questo, ha aggiunto il vicepresidente, ''abbiamo bisogno del sostegno di tutti gli Stati membri per arginare questo fenomeno''.

Tra i settori piu' vulnerabili c'e' l'industria della moda, che rappresenta il 60% dei casi di contraffazione registrati dalle dogane dell'Ue. E l'effetto domino e' immenso, se si considera che il comparto sostiene quasi 850.000 imprese, la maggior parte delle quali sono Pmi, e pesa per il 3% del Pil dell'Unione europea. Le Nazioni Unite hanno stimato che il volume annuale degli scambi di merci contraffatte in tutto il mondo ammonta a piu' di 200 miliardi di euro: equivalente al volume d'affari del traffico di stupefacenti. Dal 2010 al 2011 il volume di prodotti confiscati in Ue e' aumentato dell'11%. Sempre nel 2011, alle frontiere europee sono stati confiscati 115 milioni di articoli falsi, per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro.

Quasi un terzo degli articoli confiscati era, inoltre, potenzialmente pericoloso per la salute e la sicurezza dei consumatori. Sempre nel 2011, le autorita' dell'Unione hanno confiscato 27 milioni di farmaci falsi: la posta risulta essere il metodo piu' usato (nel 63% dei casi) per la spedizione di merci contraffatte ordinate on-line. Segue il trasporto aereo (22%) ed il corriere espresso (7%).

Per quanto riguarda la salute, un'attenzione particolare e' rivolta all'acquisto di giocattoli per bambini. ''Spesso - ha avvertito Tajani - contengono elementi cancerogeni'' e ''sono realizzati senza il dovuto riguardo per gli standard di sicurezza europei, per questo motivo non ci si puo' fidare''. Il 28,6% del totale degli articoli sequestrati nell'Unione europea nel 2011 (rispetto al 14,5% del 2010), infatti, era costituito da prodotti potenzialmente pericolosi per la salute e la sicurezza dei consumatori. Un esempio ''e' il ritrovamento sul mercato di pezzi di ricambio di automobili falsificati, che mettono a rischio la sicurezza non solo di coloro che li hanno acquistati, ma di tutti gli autisti che si trovano a guidare sulla stessa strada in cui circolano veicoli assemblati con pezzi di ricambio scadenti''.

Il commercio di prodotti contraffatti ha tuttavia una forte incidenza negativa anche nel mercato del lavoro.

''Quando si comprano prodotti autentici, si crea e si contribuisce a mantenere il lavoro in Europa - ha affermato Tajani -. Al contrario, i prodotti contraffatti creano concorrenza sleale per l'artigianato e il commercio europeo, danneggiando le imprese oneste e quindi contribuendo ad aumentare la disoccupazione''.

Il Ventunesimo secolo ha visto una costante crescita del mercato del falso. In soli due anni, dal 2009 al 2011, il numero di casi registrati dalle dogane in Europa e' piu' che raddoppiato, superando i 91.000. Secondo stime recenti, nel 2011 quasi 115 milioni di articoli sospetti sono stati bloccati dalle dogane ai confini dell'Unione Europea. Il valore stimato dei prodotti originali equivalenti e' di oltre 1,2 miliardi.

rba/sam/

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