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pubblicato il 23/set/2013 19:14

Conti pubblici: nodi Iva e 3% deficit, il Tesoro in cerca di risorse

(ASCA) - Roma, 23 set - Lavoro senza sosta per i tecnici del Mef chiamati a trovare in tempi molto stretti oltre 1 miliardo e 600 milioni per raggiungere l'obiettivo del 3% del deficit sul Pil e, contemporaneamente, il miliardo che servirebbe a bloccare l'aumento dell'Iva, previsto per l'1 ottobre, sino alla fine dell'anno. Senza contare le risorse necessarie per rifinanziare la Cig in deroga, chiudere il capitolo degli esodati, rifinanziare le missioni all'estero e rispondere ai bisogni impellenti delle parti sociali che reclamano misure strutturali per fare ripartire il Paese. La morsa e' duplice: i conti pubblici e gli impegni europei da una parte, dall'altra lo stallo politico che non permette al governo di assumere decisioni che abbiano chiara impronta e direzione. L'Europa non ammette deroghe e indica chiaramente la strada dello spostamento del carico fiscale dalla produzione al patrimonio e ai consumi. Nel contempo, le minacce del Pdl di fare cadere il governo hanno legato e stanno legando le mani del Ministero dell'Economia in materia di Iva e Imu, cavalli di battaglia per la campagna elettorale permanente. Si gonfia cosi' e sempre piu' anche il peso della legge di stabilita', che dovra' essere presentata al Parlamento entro il 15 ottobre e dovra' contenere soluzioni per i conti pubblici che non guardano solamente al brevissimo periodo. Il titolare del Mef, Fabrizio Saccomanni, a mezzo stampa, ha fatto sapere che le sue dimissioni non sarebbero un tabu' e chiede si apra una seria riflessione sui conti pubblici, libera da slogan di carattere propagandistico. Per reperire anche le risorse sufficienti a ridurre le tasse e il cuneo fiscale, e' necessario adottare una serie di misure tempestive, tra le quali ipotizza nuove privatizzazioni e la rivalutazione delle quote della Banca d'Italia, aggiungendo l'augurio che l'effetto sui tassi di interesse sia positivo.

Ancora oggi da Cgil e Confindustria la richiesta perentoria (i sindacati minacciano la mobilitazione) di procedere subito con la riduzione del costo del lavoro, misura ritenuta nella scala delle priorita' del Paese al di sopra dello stop all'innalzamento dell'Iva e dell'abolizione dell'Imu. sgr/vlm

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