venerdì 20 gennaio | 21:42
pubblicato il 24/feb/2016 10:10

Conti Pubblici, Fortis: agenzie rating scandalose contro Italia

Dovrebbero essere più responsabili nei riguardi del nostro Paese

Conti Pubblici, Fortis: agenzie rating scandalose contro Italia

Roma, 24 feb. (askanews) - "Le agenzie di rating stanno trattando l'Italia in una maniera scandalosa". È quanto afferma in un'intervista a formiche.net l'economista Marco Fortis, vice presidente della Fondazione Edison e consigliere economico del presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

"Dovremmo chiederci - sottolinea Fortis - come è possibile che l'Italia, terza economia dell'Eurozona, seconda potenza manifatturiera e secondo miglior surplus statale primario d'Europa dopo la Germania, abbia lo stesso rating della Romania? E' giusto? No, non ha senso. Queste agenzie dovrebbero essere più responsabili nei riguardi del nostro Paese".

Da qui anche la proposta: "In Italia gli intellettuali firmano manifesti su quasi tutto, spesso anche su cose marginali. Perché allora non promuovere anche un manifesto che chieda la revisione al rialzo del rating dell'Italia?". "Si potrebbe cominciare con l'aprire un dibattito serio perlomeno in Italia. Anziché vedere i soliti editoriali che ripetono stancamente luoghi comuni e parlano del debito e della nostra situazione finanziaria complessiva con una conoscenza approssimativa delle cifre, sarebbe utile che economisti ed opinionisti si interrogassero sul perché un Paese come il nostro, che è in avanzo statale primario ininterrotto dal 1992 (con la sola eccezione del 2009 in cui sforammo appena dello 0,9%), ed ha sempre più che onorato il proprio debito, venga trattato in questo modo".

Nell'intervista al portale d'informazione diretto da Michele Arnese il professor Fortis punta il dito in particolare contro "Standard & Poor's e al rating BBB che è senza fondamento perché ci è stato affibbiato nel momento di culmine della crisi dei debiti sovrani. A quell'epoca la Bce non agiva come la Fed o la Banca d'Inghilterra a difesa dei debiti dell'Eurozona e ancora non applicava il Quantitative Easing. Da quando la Bce ha avviato la sua politica di acquisto dei titoli del debito pubblico sono venute meno le condizioni per avere quel BBB-. Ci dicono: l'Italia cresce poco… Ma se nel 2012 il nostro Pil era in caduta libera, oggi è positivo e nel 2016 crescerà appena tre decimali sotto a quello tedesco. Allora dove è il problema?".

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