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pubblicato il 08/ott/2013 09:27

Consumi: Confcommercio, ancora fermi ad agosto ma recupera clima fiducia

(ASCA) - Roma, 8 ott - Consumi ancora fermi in Italia.

L'indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra, ad agosto, una diminuzione del 2,4% in termini tendenziali e una variazione nulla rispetto a luglio. In termini di media mobile a tre mesi l'indicatore, corretto dai fattori stagionali, segnala una stabilizzazione, tendenza che prosegue ormai da alcuni mesi. Questo fenomeno - siega la confederazione -, seppur inserito in un contesto che ha visto consolidarsi, nei mesi estivi, i segnali di attenuazione della crisi e un miglioramento del quadro congiunturale limitato, per ora, principalmente al sentiment di famiglie e imprese, non lascia intravedere alcun recupero della domanda interna, ne' segnali di crescita dei livelli occupazionali o del reddito disponibile. Se confermati, i primi segnali di contenuta ripresa dell'attivita' produttiva - stando alle stime preliminari di Confindustria la produzione industriale e' aumentata sia ad agosto (+0,6%), che a settembre (+0,2), cosi' come gli ordini (+0,1%, +0,7%) - potrebbero cominciare a produrre deboli effetti concreti solo tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014. Il miglioramento atteso e' comunque di modesta entita', in considerazione dell'assenza di misure incisive volte alla diminuzione del carico fiscale sulle famiglie e sulle imprese. Anzi vi e' il rischio, come avvenuto recentemente con l'IVA, che la necessita' di consolidamento dei conti pubblici passi ancora una volta attraverso interventi di aumento delle entrate con misure che potrebbero comprimere le gia' modeste aspettative di crescita del 2014. E' illusorio attendersi da eventuali cambiamenti della composizione del carico fiscale significativi impulsi alla crescita economica.

Il mancato consolidamento delle prospettive di miglioramento nei mesi finali del 2013 produrrebbe per Confcommercio un peggioramento delle gia' critiche condizioni del mercato del lavoro. Ad agosto si e' registrata, in termini congiunturali, una sostanziale stabilita' dell'occupazione (diminuita di 1.000 unita' rispetto a luglio). Nei confronti dell'analogo mese del 2012 la flessione e' stata di 347mila unita'. Negli ultimi mesi, pur in un quadro molto difficile, anche il mercato del lavoro ha iniziato a mostrare segnali di stabilizzazione dei livelli occupazionali. Tra maggio ed agosto il numero di persone occupate si e' ridotto di 14 mila unita' a fronte della flessione di 119 mila unita' rilevata tra febbraio e maggio.

L'attenuarsi della tendenza al peggioramento ha contribuito in parte a stimolare una ricerca piu' attiva di occupazione da parte di segmenti della popolazione che si erano collocati al di fuori del mercato. Nell'ultimo mese gli inattivi si sono ridotti di 42mila unita', con un analogo aumento dei disoccupati, la cui numerosita' ha raggiunto il livello piu' alto dal 1977 (oltre 3,1 milioni di persone) arrivando a rappresentare il 12,2% della forza lavoro. Ancora piu' drammatiche appaiono le cifre relative alla disoccupazione giovanile in quanto oltre il 40% dei giovani tra i 15 ed i 24 anni che si collocano sul mercato non trovano un'occupazione.

Le problematicita' ancora presenti nel sistema economico e le difficolta' del mercato del lavoro si leggono anche nei dati relativi alla CIG di agosto. Rispetto all'analogo mese del 2012 le ore autorizzate sono aumentate del 12,4%, con un sensibile incremento (+27,2%) della CIG in deroga.

La dinamica tendenziale dell'ICC di agosto riflette una diminuzione dello 0,7% della domanda relativa ai servizi e del 3,5% della spesa per i beni. Ad agosto 2013 valori positivi, rispetto all'analogo mese dello scorso anno, si rilevano solo per i beni e servizi ricreativi (+0,5%) e per i beni e servizi per le comunicazioni (+1,0%). A livello di singole macro-funzioni di spesa la riduzione piu' significativa si e' registrata per gli alimentari le bevande ed i tabacchi (-4,8%), andamento su cui ha pesato la dinamica fortemente negativa dei tabacchi.

Per i beni e servizi per la mobilita', voce che da quasi un biennio mostra un continuo ridimensionamento, il calo in termini tendenziali e' stato del 4,6%. All'interno di questo aggregato continua, sia pure a ritmi meno sostenuti rispetto al passato, il calo della domanda per i mezzi di trasporto da parte di privati.

red/glr

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